storia e giornalismo



Richard Wagner e Maurice Maeterlinck

Il teatro, pertanto, risulta essere una componente importante nel variegato contesto culturale offerto dalla terza pagina e, ne ?una valida testimonianza la ricchissima presenza di articoli proposti nel corso del lungo periodo 1901-11, da cui ne riproponiamo alcuni di grande interesse perché permettono di entrare nel vivo del dibattito di questi anni. Nicola d'Atri, nell'articolo del 28 dicembre 1901 (280), commenta la rappresentazione teatrale de "I Maestri cantori di Norimberga" di Wagner, tenuta al teatro Costanzi di Roma la sera precedente; quest'opera, ultimata nel 1868, rappresenta l'unica concessione di Wagner al genere della commedia e a un soggetto di tipo storico, con un'impronta decisamente più realistica rispetto al resto della produzione musicale dell'autore. "I Maestri Cantori" risultano essere il lavoro più autobiografico anche se, Wagner, do?tato di una vasta e originale cultura filosofica, artistica e letteraria, tende a portare in ogni sua opera d'arte, con soggettivismo rilevante, le sue aspirazioni e il suo Io; ma tale soggettivismo eccessivo non pregiudica la realizzazione artistica, tanto che, sia nell'opera tradizionale sia nel dramma, si osserva una sicura unità e sistematicità

I maestri cantori di Richard Wagner

L'esecuzione dell'opera, tenuta al Costanzi, era stata certamente degna, nel suo complesso, dell'autore e il merito principale della grande preparazione artistica dello spettacolo era da attribuirsi al giovane direttore, il maestro Vitale : d'Atri, fotografando il pubblico presente, osserva come, quella volta, non si era trattato del solito pubblico romano di ogni classe e sentimento ma soprattutto di intellettuali e letterati, come se la rappresentazione wagneriana avesse esercitato una sorta di richiamo selettivo. Il teatro era stato sfarzosamente illuminato per l'occasione e, sotto ogni ordine di palchi, si svolgeva una fila luminosa di lampadine elettriche; i palchi erano tutti pieni e le poltrone erano tutte oc?cupate mentre quasi deserte si presentavano le sedie e la galleria.

Monna Vanna di Maeterlinck

La sera del 28 marzo 1903 si rappresenta, invece, al Teatro Nazionale di Roma il dramma maeterlinckiano "Monna Vanna" dinanzi a un pubblico cosmopolita, nel quale gli italiani non rappresentano che una sensibile minoranza, a testimonianza del fatto, ormai accertato, che l'eminente scrittore non ha confini e non appartiene a nessuna letteratura speciale. Nell'articolo (281) pubblicato il giorno successivo sulla terza pagina, Oliva indica come elemento prevalente nella rappresentazione del dramma, tale da giustificare la lieta accoglienza del pubblico, la presenza di belle espressioni di poesia d'amore; tale presenza si rifletteva nel dialogo e nella prosa ritmica, cadenzata e scandita tanto da dare, a volte, persino l'illusione del verso. Un altro elemento da sottolineare ?relativo ai contenuti del dramma, che rispondeva al bisogno e al desiderio collettivo di una forma d'arte nuova, più libera, più vasta, che fosse in grado di trasportare fuori dalla noia degli adulteri borghesi e che interrompesse quel ciclo teatrale che aveva ormai generato stanchezza nel pubblico.

Il teatro di Maeterlinck

Le figure del teatro maeterlinckiano non si possono, infatti, giudicare come caratteri o personaggi della vita reale ma come esseri fantastici e immaginari, provenienti da regioni remote e caduti sulla terra, dove si ritrovano a vivere invasi da un profondo smarrimento; l'autore cerca di trasmettere al lettore questo senso di inquietudine e l'atmosfera di turbamento che accompagna da sempre l'uomo, nella sua ansia di verità e nella sua impossibilità di penetrare l'inaccessibile. ?questo l'aspetto che più riconduce le sue tematiche alla scuola decadente o simbolista di inizio secolo.

Note:
280 - Articolo del 28 dicembre 1901 - I "Maestri cantori" al Costanzi - L'opera - La cronaca - La sala - Fra le quinte (prime 2 col. e ?) firmato Nicola d'Atri.
281 - Articolo del 29 marzo 1903 - "Monna Vanna" di Maurizio Maeterlinck al teatro drammatico Nazionale ( prime 3 col. ) firmato D. Oliva.