storia e giornalismo



Il teatro del primo novecento

Illustrato attraverso i resoconti delle numerose rappresentazioni sceniche

Nella seconda metà dell'800, notevole, era stata l'influenza del realismo sul teatro e, in particolar modo, del verismo su quello italiano, sia per l'intervento diretto di autori come Verga e Capuana, sia per l'adozione da parte di tutti gli autori di tecniche che riproducevano fedelmente la realtà ; era questo il presupposto del "teatro borghese", che avrebbe raffigurato eventi e situazioni di una società fondata sui valori della famiglia e del lavoro, che avrebbe connesso il drammatico con argomenti quali l'adulterio, il fallimento economico e il suicidio per debiti, il dovere e le apparenze da osservare ad ogni costo.

Il verismo

L'influenza del verismo era stata, ancora più determinante, sul teatro dialettale che aveva conosciuto a fine secolo una straordinaria fioritura, per merito di autori d'eccezione; dopo il 1861, infatti, si erano sviluppate, in alcune regioni, nuove esperienze legate al diffondersi di una particolare curiosità per la rappresentazione della vita degli ambienti borghesi o popolari, e a una ripresa di vitalità delle tradizioni comiche locali.

Il teatro dialettale

Per tutta la prima metà del '900, invece, la fioritura di diverse tradizioni legate al teatro dialettale viene assicurata soprattutto dal lavoro di alcuni grandi attori comici, che utilizzano un vario repertorio locale, offrono versioni dialettali di commedie e drammi di origine diversa o producono essi stessi testi che servono da base per grandi scene di abilità comica. Tra tutte le tradizioni dialettali locali, quella che nel nostro secolo ha prodotto i risultati più notevoli ?stata quella napoletana, con Viviani e soprattutto il grande Eduardo De Filippo. Un'eccessiva concessione ai gusti popolari provoca, tra la fine dell'800 e l'inizio del '900, una sorta di degenerazione del teatro borghese, privo di particolari problemi introspettivi, i quali sarebbero tornati a riproporsi con l'influenza dei primi sviluppi dell'indagine psicologica, attraverso il norvegese Henrik Ibsen e lo svedese August Strindberg.

Il teatro di Pirandello

Nel teatro italiano, invece, il realismo approda al senso del tragico di Luigi Pirandello e alla sua ansiosa ricerca di distinzione tra verità e finzione dove il personaggio, specchio del crollo dei valori della società borghese di inizio secolo, assiste impotente al frantumarsi della propria identità in mille sfaccettature. Alcuni anni prima, verso la fine del XIX sec., D'Annnunzio aveva, invece, definito ambiziosamente la propria idea di teatro, sollecitato sia dalla relazione con l'attrice Eleonora Duse, sia dalla conoscenza di Nietzsche e di Wagner : egli aveva mirato essenzialmente ad un nuovo teatro tragico che, associando in sé la potenza della parola, della musica, della danza, ponesse il superuomo in un rapporto estremo con la folla, attingendo agli aspetti più violenti della natura e resuscitando l'innato vigore della nazione.

Il teatro grottesco

Negli anni in cui Pirandello presenta, tra evidenti contrasti, le sue prime commedie, si svolge, in Italia, anche l'esperienza del cosiddetto "teatro grottesco", che intende proporsi come reazione antiborghese e come opposizione ai modelli d'impronta veristica, ormai sfruttati e stancamente ripetitivi, senza per questo abbandonarsi agli eccessi di derivazione dannunziana. Gli autori di questo teatro, tra cui ricordiamo i nomi di Luigi Antonelli e Luigi Chiarelli, vogliono rappresentare sulla scena l'inscindibile mescolanza di comico e di tragico, di razionalità e d'incoerenza, di sanità e di follia che costituisce la vita nella sua totalità soffermandosi soprattutto, con spirito pungentemente satirico, sugli aspetti paradossali e assurdi della condizione umana. Sommariamente ?questa la situazione che confluisce nel panorama teatrale italiano all'inizio del '900, in concomitanza con la nascita e l'evoluzione della terza pagina bergaminiana che, nel suo tentativo di costituire un ricco ed eterogeneo spazio di riferimento culturale, dedica grande attenzione allo sviluppo del mondo scenico contemporaneo. Avendo la redazione de "Il Giornale d'Italia" sede nel prestigioso palazzo Sciarra a Roma, particolare riguardo ?riservato alle rappresentazioni che si tengono nei più importanti teatri della città (Costanzi, Argentina, Valle Nazionale, Quirino, Adriano, Metastasio , Manzoni, Jovinelli, Salone, Margherita, Olympia)ma non mancano riferimenti anche ai nobili teatri del resto d'Italia o d'Europa.