storia e giornalismo



Il teatro di Carlo Goldoni

L'articolo del 4 marzo 1911 (288) riporta invece l'attenzione sulla stagione teatrale veneziana del XVIII sec. e, in particolar modo, sulla figura di Carlo Goldoni che operòun rinnovamento radicale dell'arte drammatica segnando la nascita della moderna commedia italiana. Domenico Oliva, nell'introduzione dell'articolo, esprime il suo parere decisamente positivo nei confronti della proposta culturale romana dell'esposizione del teatro, il cui l'obiettivo era quello di mostrare buona parte del teatro italiano e straniero attraverso una serie ben ordinata di spettacoli piuttosto che raccogliere in appositi padiglioni memorie storiche, disegni, attrezzi, costumi.

Il teatro comico di Goldoni

Sicuramente indicata gli appariva inoltre l'idea, di aver aperto tale mostra, la sera precedente, con la commedia "Il teatro comico" di Goldoni, affidata a coloro che ne erano allora, i migliori interpreti, ossia alla compagnia veneziana di Ferruccio Benini. Oliva definisce il Goldoni come colui che ha riformato il teatro italiano e che ha posto le origini dell'arte drammatica giunta fino a lui ; la scelta della commedia "Il teatro comico" all'interno del vasto repertorio dell'autore era legata al suo carattere fortemente innovativo, quale programma d'arte e di combattimento, il manifesto con cui era iniziata la sua magnifica e vittoriosa battaglia per la riforma, la sintesi della sua dottrina estetica. Oliva ripercorre, quindi sommariamente, la storia della commedia scritta nel 1750 e rappresentata per la prima volta a Milano del settembre dello stesso anno e concepita come spettacolo di apertura per la stagione d'autunno veneziana al teatro Sant'Angelo, messa in scena dalla compagnia Medebac. La riforma avviata dal Goldoni si era basata sull'analisi del ruolo del genere comico nella vita sociale e aveva rivendicato l'onore e la dignità dei comici, criticando dall'interno gli schemi della commedia dell'arte, la banalità delle sue convenzioni, la comicità volgare e plebea.

Goldoni : mondo e tetro

Il pubblico - scrive Oliva - aveva accolto con grande entusiasmo la rappresentazione della sera precedente al teatro Quirino e il Benini, in particolar modo, era stato accolto da un'ovazione clamorosa prolungatasi per qualche minuto; il teatro stesso era stato radicalmente rinnovato per l'occasione tanto da presentarsi elegante, pieno di luce e adorno di fiori e riempito da un pubblico numeroso e vario, tra cui si erano notate le maggiori autorità dello stato, del comune dell'esposizione accompagnate da signore molto eleganti e ben acconciate. Si erano attesi anche i Sovrani, richiamati dall'inno reale intonato dall'orchestra; ma essi alla fine non si erano presentati. Il grande merito della compagnia era stato, in ogni caso, di mettere in risalto il problematico rapporto goldoniano tra mondo e teatro, nell'ansia continua di ricerca e di confronto e nel bisogno di sperimentare sempre nuove formule, per liberarsi e rendersi indipendenti dagli antichi modelli della commedia dell'arte.

Note:
288 - Articolo del 4 marzo 1911 - Il "Teatro comico" al Quirino (prime 2 col.) firmato D. Oliva.