storia e giornalismo



Il modernismo : Stato e Chiesa

L'indirizzo laico del quotidiano di Bergamini appare evidente nella trattazione dei rapporti fra Stato e Chiesa e nella grande attenzione posta al modernismo, tendenza religiosa sviluppatasi tra la fine dell'800 e gli inizi del '900 e caratterizzata dall'intento di ridurre la distanza, sempre più am-pia, tra Chiesa e mondo moderno. In Italia, più che in altri paesi, il modernismo lascia la sua impronta sia in ambito religioso e filosofico, sia sul piano sociale e politico e "Il Giornale d'Italia" diviene una delle fonti giornalistiche meglio informate sull'argomento, dedicando diversi articoli a questo ampio moto di rinnovamento ; tuttavia la maggior parte delle interviste e delle dichiarazioni non appaiono in terza pagina, ma negli spazi riservati alla trattazione di politica interna-estera così che il modernismo traspare nella pagina, propriamente culturale, solo attraverso gli articoli (in genere di carattere letterario) inerenti ai maggiori interpreti del movimento, tra cui, in particolar modo, Fogazzaro.

Il rapporto tra Stato e Chiesa

Sulle questioni prettamente ecclesiastiche e sui rapporti tra Stato e Chiesa ricordiamo, nel periodo 1901-11 i seguenti articoli: l'articolo del 4 marzo 1902 (65); l'articolo del 9 dicembre 1904 (66); articolo del 1 aprile 1905 (67) sull'opuscolo messo in vendita da pochi giorni con il titolo "Pio X, suoi atti e suoi intendimenti; pensieri e note di un osservatore"; l'articolo del 25 dicembre 1905 (68) sulla prolusione tenuta dall'onorevole Luigi Luzzati, all'università di Roma in occasione dell'apertura delle lezioni dell'Anno Accademico; l'articolo del 7 febbraio 1907 (69). Tra questi soffermiamo l'attenzione su quello del 4 marzo 1902 che registra un'intera giornata di emozioni per il Giubileo del Papa, caduto proprio in quel giorno; nella prima parte dell'articolo, il giornalista Lino offre ai lettori una panoramica della situazione attuale della Chiesa e di questo grande avvenimento, in cui gli inviati dei sovrani cattolici e protestanti, esclusa l'Italia, avevano salutato la longevità di Leone XIII e avevano reso omaggio alla sua opera religiosa. così scrive il giornalista: "Il cerchio della cattolicità si ?fatto molto più breve di quello che era nei secoli scorsi; le credenze sono oggi nelle moltitudini meno intense e sincere, la fede ?più povera e quasi ignara di essere stata eroica e di poter essere ancora eroica.

Impronta laica del giornale

Leone XIII ?venuto al pontificato in un tale momento non lieto per la Chiesa; ?arrivato quando la sovranità temporale era perduta, quando i principali stati europei consideravano il Vaticano come nemico, quando lo spirito pubblico diffidava della religione, le scuole ne bandivano gli insegnamenti, la filosofia ne minava le basi e ne assorbiva la sostanza delle dottrine e quando i movimenti popolari si svolgevano al di fuori dell'influenza cattolica e contro di essa". Insomma appare evidente, da queste parole, quanto fosse difficile il momento attuale per la storia della Chiesa non meno difficile di quello della Riforma contro cui, però la Chiesa, sottolinea il giornalista, aveva potuto combattere con il dogma e la ragione dimostrativa o quello della Rivoluzione francese, uragano che, sebbene avesse spazzato via tutta la superficie, non arriv?a colpire le intimità profonde dello spirito. La società stessa, sembrava, in quegli anni di inizio secolo, unire gli uomini non più per mezzo della fede in Dio ma per mezzo della comunione degli interessi materiali. L'articolo mette in risalto come il corpo e lo spirito di gran parte delle nazioni siano mutati e la Chiesa non sia più in grado di dirigere il movimento religioso; Pio IX si era sollevato contro lo spirito dei tempi e la volontà dei popoli mentre Leone XIII, fatta eccezione per l'Italia, si era mostrato tranquillo e sereno. Egli aveva condannato l'errore e il male con la calma di colui che ha coscienza della propria forza.

Articolo sul Giubileo e Leone XIII

Nella seconda parte dell'articolo, invece, descrivendo le sensazioni per l'imminente cerimonia, Domenico Oliva così scrive: "Di fuori sempre la pioggia e sempre la tristezza di una giornata scialba e uggiosa. Sto qui e contemplo la fiumana che sgorga dai cancelli del tempio maestoso e non si sente un sospiro n?un grido. Tutto l'entusiasmo pare si sia arrestato al limitare della basilica e l'anima di quella folla pare di pietra, fredda come le statue che dall'alto del colonnato fanno i loro gesti enfatici. Durante la lunga cerimonia, malgrado la ressa, non si ?verificato che qualche lieve svenimento. Il Papa stava benissimo ed ha espresso il suo vivissimo compiacimento per la solennità e la dimostrazione di stamane. Ha pronunciato la benedizione con voce robusta e non ha dimostrato alcuna stanchezza. Ieri Sua Santità invità il prof. Mazzoni pregandolo di recarsi in Vaticano perché ricorreva il 3? anniversario della grave operazione a cui si era dovuto sottoporre. Il Santo Padre volle, ancora una volta, esprimere la sua riconoscenza all'illustre clinico e, per dimostrargli quanto vivo fosse in lui il ricordo della sapiente opera che gli era stata prodigata, si degn?di onorarlo con il dono di una pregevolissima opera d'arte".

Note:
65 - Articolo del 4 marzo 1902 - Il giubileo del Papa (ultime 3 col. della 2a pg. e prime 2col. della 3a pg) firmato Lino e Domenico Oliva.
66 - Articolo del 9 dicembre 1904 -Solenne funzione a S. Pietro per il cinquantenario del dogma dell'Immacolata ( prime 3 col.)
67 - Articolo del 1 aprile 1905 - Un opuscolo ispirato da Pio X ? Quali sarebbero gli intendimenti del sommo pontefice (prime 2 col.)
68 - Articolo del 25 dicembre 1905 -Chiese e Stati secondo l'On. Luzzati (prime 3 col.)
69 - Articolo del 7 febbraio 1907 - Un opuscolo del cardinale Capacelatro su Pio X e la Francia (prime 3 col.)