storia e giornalismo



Il sogno americano e l'inviato speciale

Negli anni 1909-11, la Bernardy ritorna costantemente sul tema dell'emigrazione italiana in America o all'estero in generale e, tra i vari articoli pubblicati sulla terza pagina, particolarmente interessante appare quello del 6 dicembre 1909 (304) in cui viene messo in risalto il tema del miraggio e del sogno americano in un paese, come l'Abruzzo, dove moltissime donne vivevano nell'attesa perenne del ritorno di un figlio, di un marito, di un parente qualsiasi emigrato in America per lavoro. La giornalista si sofferma sull'identità della figura dell'emigrante e si chiede se egli abbia coscienza della propria degenerazione fisica e, soprattutto, di quella morale, della spaventosa trasformazione psicologica esercitata da quel mondo americano, il cui fascino e la cui idealizzazione sembrano avere un'attrazione davvero pericolosa per lui. Ella mette a confronto la dura realtà dell'emigrante, schiavo del miraggio d'oltreoceano e schiacciato dai ritmi frenetici e vorticosi delle grandi metropoli industriali, con la trepidazione e l'ansia dei molti parenti, con l'enorme sacrificio di tutti gli affetti rimasti in patria, nell'attesa interminabile del suo ritorno.

Le rovine di Salona : inviato speciale a Spalato

Tra gli altri articoli inerenti al tema dei viaggi ricordiamo quello del 22 ottobre 1910 (305) in cui Giulio De Frenzi, inviato speciale in Dalmazia, dopo aver visitato attentamente le rovine delle città di Salona, piccolo centro della costa a pochi km. dall'odierna Spalato e di Tra? città sorta su un'isoletta del canale a cui d?il nome, tra la costa dalmata e l'isola di Bua, trae alcune importanti considerazioni. Egli, alla visione di queste due città che soprannomina le "città morte" sente l'obbligo di smentire la consuetudine di considerarle ancora italiane, solo perché la storia ricorda la gloria della città di Salona, divenuta capoluogo della provincia di Dalmazia, in seguito all'annessione dei paesi illirici all'Impero romano, al tempo di Giulio Casare o perché Tra?fu un importante centro, dal punto di vista commerciale e artistico, sotto i Romani; egli avverte un grande distacco da quei ricordi di gloria passata quando essa sembra non avere più nessun legame con il presente e, camminando in quei luoghi, vede solo tracce di rovine e distruzione.

Lotta nazionale in Istria e Dalmazia

Tutto questo poi assume, per il De Frenzi, un valore ancora più drammatico se egli si sofferma sulla situazione storica degli ultimi quaranta anni in cui l'Italia aveva speso molte energie nella lotta nazionale in Istria e in Dalmazia, divenuta per il nostro paese, rispetto all'Adriatico, una questione molto importante. Egli critica duramente, quindi, la consuetudine ormai diffusa che le rovine di Salona potessero avere un alto valore educativo per i Dalmati in quanto ricordavano loro il nome e la grandezza di Roma; queste gli appaiono solo delle "sacre sciocchezze" come sottolinea in tutto l'articolo, dove si sofferma approfonditamente sulla descrizione dei resti delle due città da lui visitate.