storia e giornalismo



Il giornalismo specchio della società /h1>

Il raggiungimento di un certo equilibrio segue pertanto un percorso evolutivo e temporale molto articolato, in continua discussione e rielaborazione, ma ciù non toglie nulla alla straordiù naria capacità e ingegnosità di Bergamini. La terza pagina, infatti, ha ragione di esistere in relazione a un approccio molto superficiale e limitato del pubblico italiano alla lettura di libri (17) rispetto alla consuetudine più diffusa di accostarsi al quotidiano; essa deve pertanto integrare e sopperire a un vuoto culturale e letterario che altrimenti sarebbe incolmabile. L'intuizione geniale di Bergamini ?proprio quella di aver dato vita a una pagina che riesce a fondere mirabilmente insieme l'aspetto tecnico?giornalistico e quello artistico - letterario (18); essa deve rispecchiare ampiamente la cultura di un'epoca e le manifestazioni della vita materiale, sociale e spirituale di un popolo. Questo spiega la varietà e la ricchezza della pagina che contiene recensioni teatrali e letterarie, articoli scientifici, interviste, pubblicazioni di stralci di nuovi romanzi inediti, cronaca sportiva, il tutto alleggerito da articoli di varietà e di mondanità
Un settore particolarmente vario e caratteristico della terza pagina de "Il Giornale d'Italia" ?rappresentato dal giornalismo di viaggio (19), strettamente legato al lavoro degli inviati speciali in grado di conferire ai loro articoli un'impronta più personale e soggettiva, e il cui contributo appare determiù nante per colmare il profondo divario tra giornalismo e cultura; l'inviato speciale appare il personaggio più romantico del giornalismo italiano, per la sua caratteristica di farsi interprete e mediatore del mondo esotico e suggestivo di paesi lontani.

L'irrazionalismo e la filosofia

La terza pagina de "Il Giornale d'Italia" nel decennio 1901-11, ospita anche diversi articoli legati ai nuovi fenomeni tra cui la teosofia e lo spiritismo, espressione di un'attenzione e di un interesse suscitati dall'orientamento irrazionalistico comune a diverse correnti filosofico ? letterarie e artistiche del primo '900, rivolte a contrastare quella fede illuministica che attribuiva alla ragione la capacità illuminata di penetrare i complessi ed elaborati meccanismi della realtà e della natura.
Se ?vero, come ?stato sopra accennato, che il pubblico non sembra accogliere immediatamente la considerevole innovazione della terza pagina, bisogna peròammettere che la notorietà non tarda molto a venire e viene colta, in particolar modo, dagli altri giornali, che gradatamente nel corso degli anni la introdurranno nei propri sistemi informativi. Ne sono un esempio "La Tribuna", i cui primi articoli di varietà compaiono nel 1903 e solo in seguito, con l'inserimento di nuove rubriche e altri collaboratori sviluppa una vera e propria terza pagina, "Il Corriere della Sera", grande antagonista de "Il Giornale d'Italia", che addirittura si accosta alla terza pagina soltanto nel 1905 e via di seguito "La Stampa", "Il Corriere d'Italia", "La Ragione", "L'Avanti", "L'Idea Nazionale", "Il Tempo" .(20)

Cultura e società nel giornalismo

Insomma la terza pagina finisce per diventare un elemento inscindibile del giornale e, dopo aver superato la provvisorietà della fase iniziale, si inoltra nell'impresa ambiziosa di formare la coscienza dei lettori offrendo un notevole contributo a un più organico rapporto fra cultura e mondo dei lettori, fra cultura e società favorendo inoltre la formazione di una difficile identità linguistica nazionale. In relazione a questo aspetto Falqui difende energicamente la terza pagina dall'accusa spesso rivoltale di essere stata sede di uno scrivere insipido e vano, sostenendo anzi che essa favor?non solamente la diffusione generale della cultura, ma operòin modo benefico sulla stessa arte dello scrivere liberandola da una eccessiva fedeltà alle norme tradizionali e classiche (21).
 
Note:
17 - Questo aspetto viene messo in risalto da Giuseppe Tedeschi, Storia della terza pagina ne La Discussione, 20 novembre 1966. 18- Un tempo si distingueva, infatti, il giornale (politico e informativo) dalla gazzetta (letteraria e scientifica) e conseguentemente la figura del giornalista da quella del gazzettante; la terza pagina ha il merito di superare tale differenziazione e di conferire al giornale di cui ?parte integrante, la capacità di rispecchiare la società nella sua interezza.
19 - Riguardo al giornalismo di viaggio e la figura dell'inviato speciale si possono consultare cfr. E. Falqui Giornalismo e letteratura, pp. 28-32 ; N. Aiello, Lo scrittore e il potere, (Roma - Bari, Laterza) pp. 3-57.
20 - Un excursus panoramico dello sviluppo e l'affermazione della terza pagina nei diversi giornali presenti sullo scenario culturale del primo '900 ?presente in cfr. A. Briganti, Intellettuali e cultura tra '800 e '900. pp. 60-70.
21 - Il ruolo fondamentale esercitato dalla terza pagina nello sviluppo del giornalismo e nell'affermazione del quotidiano ?messo in risalto da cfr. F. Enrico, Giornalismo e letteratura pp. 16-20.