storia e giornalismo



Pirandello, il romanzo e le novelle

L'articolo del 19 gennaio 1905 (275), invece, viene introdotto dalla recensione del libro "Il focolare e la strada", di Olindo Malagodi (Roux e Viarengo, 1904), il cui contenuto oscilla tra la verità e il sogno, tra il reale e il fantastico, tra il racconto e la leggenda; all'immagine del focolare, simbolo della casa e del ritrovo ideale della gente, fa da contrapposizione la strada, simbolo dell'avventura e, spesso, dell'imprevisto. Il libro, come evidenzia Oliva, reca anche un messaggio di natura sociale, nella possibile interpretazione del focolare come immagine della vecchia Italia tranquilla e sonnolenta, rannicchiata nei suoi villaggi mentre la strada, in un rapporto antitetico, può rappresentare il simbolo dell'Italia nuova, delle grandi città in continua evoluzione ed espansione. La seconda parte dell'articolo "Lettere intime" si sofferma sulla raccolta di lettere (Milano, Libreria Editrice Nazionale, 1904), scritte dalla donna che ha ormai assunto il nome d'arte di Sfinge; tali lettere, dal tono molto confidenziale sul tema dell'amore e indirizzate quasi tutte a uomini, rivelano alcuni tratti particolari, spesso nascosti o dissimulati dalle donne.

Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello

La terza parte "Il fu Mattia Pascal", reca il titolo del romanzo pirandelliano (Roma, Nuova Antologia, 1904) pubblicato inizialmente a puntate sulla "Nuova Antologia" nel 1904 e raccolto poi in un volume unico. Il romanzo rompe quei criteri di verosimiglianza e di oggettività su cui si fondava la precedente letteratura naturalistica e ruota attorno al tema della scomparsa di ogni sicurezza e di ogni valore definitivo, identificato nel protagonista Mattia Pascal / Adriano Meis ; Oliva ripercorre rapidamente la trama e poi conclude l' articolo, con l'osservazione che, forse, Pirandello avrebbe potu-to essere meno prolisso ed evitare alcuni particolari un po' noiosi e monotoni.

Luigi Pirandello : L'esclusa

L'articolo del 27 luglio 1908 (276) si apre con la parte "L'esclusa", riservata al primo romanzo pirandelliano intitolato originariamente Marta Ajala e pubblicato nel 1901 su "La Tribuna" con il titolo definitivo. Tuttavia, soltanto nel 1908, il romanzo viene pubblicato in un'edizione unica (Milano, Treves, 1908) e D. Oliva trae alcune considerazioni personali, dalla lettera dedicatoria a Luigi Capuana che precede la narrazione. Pirandello, nella breve introduzione, confida all'amico la predilezione particolare che egli nutre per questo lavoro, sua prima fatica nell'arte di prosatore; ma ?proprio da una certa inesperienza, sottolinea Oliva, che appaiono evidenti alcuni elementi un po' negativi quali la difficoltà di trovare la propria strada e uno stile personale ancora approssimativo, un'ingenua incertezza e l'incapacità di attribuire una risposta a molti interrogativi lasciati in sospeso.

Il romanzo di Antonio Agresti

Al romanzo pirandelliano segue, nell'articolo in questione, la recensione dell'opera "L'idea che uccide" (Torino, Società Tipografico - Editrice Nazionale, 1908), di Antonio Agresti impostata sul tema dell'influenza fortemente negativa esercitata da alcune idee sulla massa e sugli individui come, ad esempio, quella anarchica. Il romanzo ?dominato da un'atmosfera un po' cupa, in cui insurrezioni, congiure, arresti, fughe drammatiche ruotano attorno alla figura del protagonista Giulio Monaldeschi, personaggio piuttosto singolare, proveniente da una nobile famiglia aristocratica; il libro ?senz'altro guidato da una straordinaria capacità fantasiosa e di inventiva, ma all'Agresti, secondo Oliva, manca l'arte di rappresentare fatti e stati d'animo.

Le novelle di Clelia Pellicano

Chiude l'articolo la parte "Novelle calabresi" incentrata sulle "Novelle" (Torino, Società Tipografico - Editrice Nazionale, 1908) di Clelia Pellicano, nobile signora dell'aristocrazia romana; la raccolta, scrive Oliva, non ?opera di una dilettante ma, anzi, rappresenta il risultato di lucide e pazienti osservazioni sui costumi della gente calabrese, a testimonianza, ancora una volta, del notevole sviluppo della letteratura di carattere regionale, seguito all'unificazione italiana. Gli articoli, sopra proposti, esprimono il carattere e l'impostazione della rubrica "Note Letterarie" curata con grande impegno e professionalità da D. Oliva.

Note:
275 - Articolo del 19 gennaio 1905 - NOTE LETTERARIE -"Il Focolare e la strada" - "Lettere in-time" - "Il fu Mattia Pascal" (prime 2 col.) firmato Domenico Oliva.
276 - Articolo del 27 luglio 1908 - NOTE LETTERARIE -"L'esclusa" - "L'idea che uccide" - "No?velle calabresi" (prime 3 col.) firmato Domenico Oliva.