storia e giornalismo



Ritratti a Palazzo Vecchio

Nell'articolo del 25 febbraio 1911 (296) la giornalista Amy A. Bernardy ricostruisce e commenta criticamente alcuni momenti dell'esplorazione anticipata a Firenze dove, per l'eccezionale cortesia del Comitato Ordinatore, era stata ammessa a vedere i preparativi della gran festa che si sarebbe tenuta a marzo, nel Palazzo Vecchio, in occasione della Mostra del Ritratto. I ritratti destinati al Palazzo avrebbero avuto un'ampia e varia provenienza da diverse città italiane e straniere, tra cui Caserta, Foggia, Vienna, Londra, Cracovia, Pietroburgo, Mantova, Trieste; la serie avrebbe compreso ritratti tra il 1575 e il 1861, scelti per varie ragioni di convenienza scientifica e pratica al limite di tempo, ritratti italiani e di italiani, realizzati in patria e all'estero ed essi sarebbero stati esposti all'interno di una cornice molto semplice che non prevedeva l'addobbo di drappi o di ghirlande.

Ritratti del '700

Tra i ritratti di maggior rilievo sarebbero stati presenti quelli del '700 veneziano, dell'Impero, si sarebbero ammirati i Gonzaga di Mantova dipinti dal Rubens e i quadri di Caserta. L'articolo, inoltre, è particolarmente interessante perché ripercorre, attraverso l'illustrazione di alcune opere esposte nel Palazzo, la storia del ritratto di quegli anni in relazione all'influenza delle varie correnti artistiche.

Ritratti del rinascimento e barocco

Così emerge come nel '500 il ritratto avesse assunto nella pittura dignità di soggetto autonomo e fosse stato caratterizzato da un'intensa introspezione del personaggio oppure come nelle Fiandre si fosse sviluppata intorno alla metà del XVI sec. una ritrattistica definita di corte o come avessero avuto grande influenza su questa particolare forma pittorica, la tendenza realistica e quella barocca nell'accentuazione della nobiltà e della grandezza del personaggio.

Note:
296 - Articolo del 25 febbraio 1911 -Il ritratto (prime 2 col.) firmato Amy A. Bernardy.