storia e giornalismo



Etere e radioattività /h1>

L'articolo del 15 aprile 1904 sposta invece, più direttamente, l'attenzione sullo scenario contemporaneo e Federico Del Pino tenta di spiegare come il dogma, generalmente professato da filosofi antichi e moderni, secondo cui della materia ponderabile niente si creava e niente si diù struggeva, dogma confermato da tutti i risultati dell'evoluzione delle scienze chimiche da Lavoisier fino ad allora, dopo la scoperta del radio veniva da molti fisici decisamente rimesso in discussione. L'emanazione dei corpi radioattivi non era altro, infatti, che materia la quale si disorganizzava, si perdeva e si distruggeva, diventando imponderabile; questa tesi era stata, negli ultimi giorni, fortemente difesa da Giacomo Lo Forte in un interessante articolo pubblicato nel periodico palermitano "L'Ora" in cui affermava che Gustavo Le Bon, prima ancora della scoperta del radio e quando il fenomeno era noto soltanto nell'uranio, nel plutonio, nell'attinio, aveva avuto un'intuizione veramente geniale, supponendo che la radioattività non fosse un privilegio di un corpo particolare ma fosse universale.

Primi usi della radioattività /h2>

Dopo la scoperta del radio, infatti, le esperienze del Le Bon furono riprese e confermate da altri fisici e fu dimostrato che la radioattività era un fenomeno normale di tutti i corpi e che il radio rappresentava soltanto un grado altissimo del fenomeno. Federico Del Pino si sofferma, invece, nella seconda parte dell'articolo sulla cosiddetta teoria dell' "etere" la quale si dichiarava, al contrario, avversaria all'ipotesi della radiazione universale e della distruzione della materia ponderabile. L'articolo del 13 novembre 1905, nell'ambito del vasto e acceso dibattito sulla scoperta del radio, riporta, invece, all'attenzione dei lettori le speciali azioni manifestate da questo elemento chimico sugli organismi inferiori e sui tessuti, azioni che, in quegli ultimi anni erano stati oggetto di studi e di attive ricerche, che accennavano già ad utili applicazioni in campo medico. Particolarmente interessante al riguardo fu l'esperienza del prof. Tizzoni in collaborazione con il dott. Bongiovanni per combattere, con l'uso del radio, l'infezione rabica non solo ai suoi inizi ma, cosa veramente importante, anche quando essa era ormai in stato avanzato e i consueti metodi di cura non avevano più alcuna efficacia.

I virus e la radioattività /h3>

Delle esperienze che provavano la nuova proprietà benefica del radio, il prof. Tizzoni di cui, tra l'altro, erano note le ricerche sul tetano e sul siero antitetanico, aveva dato comunicazione all'Accademia delle Scienze di Bologna e a quella dei Lincei, presentando gli animali che il radio riusciva a proteggere dal terribile virus dell'idrofobia e rivelando che tutto sembrava ormai pronto per tentare la prova decisiva sull'uomo. L'articolo prosegue, dettagliatamente, con le osservazioni di Ernesto Mancini sugli effetti manifestati dal radio sui virus e sulla scoperta del prof. Tizzoni ; la sua esperienza unita a quella del Bongiovanni, era giunta non solo a scoprire una nuova cura della rabbia sviluppata ma era giunta a fornire dati precisi sulla quantità e la durata del rimedio. A quel punto si attendeva solo la prova decisiva sull'uomo.