storia e giornalismo



I Promessi Sposi

Nel 1908, qualche anno prima dell'accesa polemica tra A. Graf e F. D'Ovidio sulla conversione dell'Innominato all'interno del romanzo manzoniano, viene pubblicato il volume "Nuovi studi manzoniani" (Milano, Hoepli, 1908) del noto critico e filologo dell' ateneo napoletano, di cui tratteggia un bellissimo profilo Francesco Lo Parco nell'articolo dell'8 aprile 1908 (198) riportato sulla terza pagina de "Il Giornale d'Italia". Il D'Ovidio - scrive Lo Parco - si sofferma dettagliatamente nel suo lavoro, su alcune delle opere più importanti di Alessandro Manzoni con riferimento anche alla recente pubblicazione dei brani inediti dei Promessi Sposi, commentandoli tutti con copiose osservazioni, intuizioni, richiami, raffronti estetici e psicologici. Dopo il giudizio critico del Lo Parco l'articolo riporta alcuni di questi brani inediti del Manzoni, commentati da F. D'Ovidio, tra cui particolarmente significativo quello della morte di Don Rodrigo, una pagina prevista dal Manzoni già nella prima stesura.

Aspetti linguistici sui Promessi Sposi

Lo stesso F. D'Ovidio, inoltre, aveva avuto il merito, qualche anno prima, di aprire con il suo saggio, "Le correzioni ai Promessi Sposi e la questione della lingua" (Napoli, 1895), un altro filone importante degli studi manzoniani riguardanti i problemi e gli aspetti linguistici, e approdato in vere e proprie esplorazioni "scientifiche" del testo a cui avrebbero, poi, dato il loro contributo nomi quali G. De Robertis, F. Forti, G. Nencioni, C. Baglietto, G. Devoto, M. Corti. (199) E proprio in riferimento alle questioni di stile e di lingua, con il titolo "Il Belli e il Manzoni / Lingua - Dialetti - Vocabolari" il senatore Luigi Morandi invia, nel 1911, una lunga lettera al collega Don Prospero Colonna pubblicata il 17 settembre dello stesso anno sulla "Rassegna Contemporanea" e, in seguito, come prefazione ad una larga scelta dei sonetti del Belli da lui curata. Alcuni cenni sulle attinenze tra il Belli e il Manzoni illustrate largamente nella lettera vengono, poi, riportati nell'articolo del 16 settembre 1911 (200) pubblicato sulla terza pagina de "Il Giornale d'Italia"; evidente appare, secondo il Morandi, lo sforzo compiuto dai due scrittori per uscire dalla forzata ignoranza che li aveva portati, ad esempio, a supporre idiomi romaneschi o lombardi, voci o maniere schiettamente italiane, ma non ancora registrate.

La lingua dei Promessi Sposi

La correlazione Belli - Manzoni traspare, per il Morandi, anche dall'aver scelto, in mezzo alla pedanteria allora imperante, due lingue vere e vive, estremamente funzionali alla manifestazione della propria arte e di essere stati responsabili dei grandi successi linguistici ottenuti in tutta la nazione, in seguito a questa scelta. Tutta la questione della lingua, dalla bozza del vocabolario italiano del Leonardo da Vinci fino all'ultimo dizionario moderno del Panzini, viene illustrata dal Morandi con ampi e sicuri tratti in servizio non solo degli scrittori, ma perfino degli alunni delle scuole, del popolo, degli emigranti; senza mostrare alcun dubbio al riguardo egli mostra che, nel 1911, il vocabolario dell'uso vivente ? in gran parte da realizzare, come sono da rifare quasi tutti i vocabolari dialettali. Per questo motivo egli, che aveva sempre combattuto il metodo adottato fino ad allora dalla Crusca esorta governo e Parlamento ad accogliere le richieste dell'Accademia per conseguire, finalmente, la realizzazione del primo vero vocabolario della lingua italiana.

Note:
198 - Articolo dell'8 aprile 1908 - Nuovi studi manzoniani di F. D'Ovidio" (prime 2 col.) firmato F. Lo Parco.
199 Notizie utili sugli studi linguistici sono fornite da Cfr. Angelo Marchese, Guida alla lettura di Manzoni (Milano, 1987) pp. 287-288
200 - Articolo del 16 settembre 1911 - Il Belli e il Manzoni / Lingua - Dialetti - Vocabolari (prime 2 col.) firmato Luigi Morandi.