storia e giornalismo



Opera carducciana e pensiero poetico

Anche il grande poeta e romanziere Francesco Pastonchi, allievo del Graf e professore di letteratura italiana all'università di Torino, si interessa nel primo '900, tra i vari autori poetici, dell'opera carducciana che, applaudito conferenziere, commenta in numerose occasioni. Tra queste, l'articolo del 19 aprile 1904 (204) pubblicato sulla terza pagina de "Il Giornale d'Italia" ricorda quella tenuta, nello stesso giorno, dal Pastonchi nell'aula maggiore del Collegio Romano, di fronte alla Regina Margherita e a un pubblico gremito di giovani, signori e letterati. Il conferenziere aveva avviato il suo discorso dallo stato della poesia in Italia successiva alla morte del Leopardi, caratterizzata dalla ricerca dei nuovi poeti di una forma d'arte che, ispirandosi all'augurio di F. de Sanctis, potesse finalmente trovare nello spirito italiano nuove fonti di ispirazione.

Pensiero carducciano secondo Pastonchi

Tra i vari tentativi e le molte oscillazioni, la poesia del Carducci aveva saputo interpretare, secondo il Pastonchi, l'anima dell'Italia libera e gloriosa esaltando, in particolar modo i valori della virtà e della patria. Da questo punto in poi, il Pastonchi con un'analisi accurata e minuziosa, aveva esaminato tutto il procedere del pensiero carducciano, dimostrando come esso fosse riconducibile a tre gradi essenziali : "... una rappresentazione, un entusiasmo e un'antitesi e come, mentre gli ultimi due si mescolavano e si alternavano continuamente, il primo fosse il necessario stato generatore di ogni componimento." L'articolo riporta, poi, integralmente, la conclusione della conferenza.

Ugo Pesci sull'opera carducciana

Anche il pubblicista Ugo Pesci, corrispondente di vari giornali e riviste della penisola nel primo '900 (redattore, tra l'altro del "Fanfulla", del "Corriere della Sera", del "Caff? e direttore della "Gazzetta dell'Emilia") e collaboratore assiduo de "Il Giornale d'Italia", si interessa dell'opera carducciana e sottoscrive diversi articoli sull'autore apparsi sulla terza pagina del quotidiano. Tra questi interessante ?la critica che egli fornisce alla prefazione carducciana del "Libro delle prose" di prossima uscita, pubblicato il 17 novembre 1904 (205), in cui, tra le altre cose condanna duramente tutte quelle fantastiche leggende costruite attorno alla figura del poeta come quella che, proprio in quei mesi, non lo riteneva più dopo la malattia, in grado di applicarsi e di lavorare.

Il Libro delle Prose e l'opera carducciana

La pubblicazione del volume del "Libro delle prose" smentiva decisamente queste false notizie; particolarmente interessante ? per il Pesci, la prefazione dell'opera la cui idea originaria risaliva, addirittura, all'estate 1899 quando l'autore aveva pensato di mettere insieme un volume di prose scelte e ne aveva compilato un indice dettagliato insieme al prof. Severino Ferrari che, allora, insegnava a Firenze. Questo indice che comprendeva quasi esclusivamente scritti letterari differiva notevolmente da quello che sarebbe stato pubblicato, appunto nel 1904, composto con criteri molto diversi e rivolto a raccogliere scritti e discorsi che avessero un'importanza storica generale e si riferissero ad episodi salienti della vita carducciana. Nell'articolo Ugo Pesci mette in risalto come il Carducci stesso, nella prefazione, avesse disposto gli scritti nell'ordine cronologico della loro creazione e si fosse valso della collaborazione del comm. Alberto Dallolio, nella scelta del materiale e nel curare la correttezza dell'edizione; l'articolo si conclude, poi, con la pubblicazione di alcune parti della suddetta prefazione.

Note:
204 - Articolo del 19 aprile 1904 - La poesia di Carducci nell'odierna conferenza Pastonchi (prime 2 col.) firmato F. Pastonchi.
205 - Articolo del 17 novembre 1904 - La prefazione di Carducci al "Libro delle prose" (prime 2 col.) firmato Ugo Pesci.