storia e giornalismo



L'opera antologica di Carducci

La presenza di articoli su Carducci nella terza pagina de "Il Giornale d'Italia" oscilla tra pubblicazione di brani delle sue opere e recensioni della critica contemporanea ed ?interessante seguirne alcuni momenti significativi, per gli spunti di riflessione che essa offre. Nell'articolo del 30 maggio 1903 (202), ad esempio, viene pubblicata per gentile cortesia dell'autore e dell'editore la prefazione dell'antologia italiana di poeti lirici "Primavera e fiori della lirica italiana" (Firenze, Sansoni editore", 1903) in uscita il giorno dopo, che rappresenta la più importante opera della mente ordinatrice del Carducci. La realizzazione dell'opera era stata sollecitata dallo stesso Sansoni che aveva pregato, più volte il poeta, profondo conoscitore della letteratura italiana, le cui collezioni teneva gelosamente raccolte in una vasta biblioteca, di racchiudere in una sintesi tutta la storia della lirica italiana dalle origini ai suoi giorni.

L'opera poetica di Carducci

La sua richiesta era stata accolta e ne era conseguita un'opera di grande valore e di grande utilità per la storia della lirica italiana. L' interesse della critica novecentesca nei confronti del poeta italiano ?davvero molto vasto e presenta un carattere europeo, per non dire addirittura internazionale, come testimonia l'articolo apparso il 12 aprile 1904 (203) sulla terza pagina in cui si riferisce della pubblicazione sul numero di aprile della dotta e interessante rivista parigina, "La Renaissance Latine" diretta da Costantino di Branco - van, dello studio di Giorgio Grappe consacrato a Giosu?Carducci. Nello studio, che occupava circa venti pagine fittissime, il Grappe, in un'analisi giudiziosa e acuta, ispirata da grande ammirazione per il poeta, ne esaminava tutta l'opera poetica, prendendo le mosse dal 1857, anno in cui, con i suoi primi versi, il Carducci aveva rivelato la sua indole poetica ma che egli stesso, alcuni anni più tardi, avrebbe giudicato con grande severità

L'opera di Carducci : sviluppo alla poesia italiana

L'idea di consacrare uno studio approfondito e completo sul Carducci era maturata nel Grappe dopo la lettura del lavoro pubblicato diversi anni prima da M. de Vogue con il titolo di "Revue Des Deux Mondes sul riconoscimento latino" che, a suo avviso, presentava delle ingiustificate restrizioni. Gettando uno sguardo sulle forze poetiche dell' Italia dal 1830 al 1870 il de Vogue aveva constatato una decadenza generale e la società della "Certosa di Parma", come egli la definiva, si era lasciata andare ad un ozio improduttivo, in cui non si scriveva e non si leggeva più ; solo dopo il 1870 si era risvegliato l'interesse culturale nelle sue varie manifestazioni e l'intera penisola era divenuta una scuola di criminalisti e di filologi. Il quadro così descritto dal de Vogue sarebbe stato perfetto secondo il Grappe, se egli non avesse dimenticato di ricordare l'opera di Carducci che aveva pubblicato i suoi primi versi proprio nel 1857, imprimendo un nuovo e decisivo corso allo sviluppo della poesia italiana. Dopo aver esaminato l'opera carducciana lo studio del Grappe concludeva ritenendo davvero imperdonabile l'oblio del de Vogue quando in realtà egli scriveva "... i sogni dell'Italia avevano trovato in Carducci la loro espressione sonora".

Note:
202 - Articolo del 30 maggio 1903 - Primavera e fiore della lirica italiana" (prime 2 col.) firmato G.
Carducci.
203 - Articolo del 12 aprile 1904 - Giosu?Carducci e la critica francese (1a col.)