storia e giornalismo



Il nazionalismo italiano

Verso la fine del primo decennio del '900 si viene a creare una stretta connessione tra la realtà politica e l'evoluzione de "Il Giornale d'Italia", in relazione all'affermazione dell'ideologia nazionalista; la terza pagina del quotidiano riserva infatti un grande spazio alle firme che si richiamano al pensiero nazionalista, tra cui possiamo citare Enrico Corradini (93), Francesco Coppola, Giulio de Frenzi (94), Goffredo Bellonci. La collaborazione di queste personalità rappresenta la testimonianza più indicativa della trasformazione della pagina culturale, in questi primi anni del secolo; da un'impostazione moderata in direzione conservatrice essa giunge, in prossimità dell'impresa libica e del primo conflitto mondiale, a una convergenza con tendenze più "estremiste", finendo per assolvere un ruolo non secondario a favore dell'interventismo e per trasformarsi in pagina di propaganda bellica.

L'idea nazionale ed il nazionalismo

Negli anni tra il I e il II congresso nazionalista avviene l'impresa libica (1911-12) e l'avvenimento viene esaltato e sostenuto dalla campagna di stampa nazionalista che vede in prima linea "L'Idea Nazionale" di Corradini ma che utilizza anche altri fogli di informazione tra cui, lo stesso giornale di Bergamini. Non bisogna dimenticare, infatti, che il nazionalismo si era sviluppato nei primissimi anni del secolo, attorno a due riviste importanti, "Il Regno" fondato a Firenze (1903) da E. Corradini e "Il Leonardo" fondato a Firenze (1903) da G. Papini e G. Prezzolini ; ne "Il Regno", soprattutto, erano emersi fin dai primi numeri, nutriti germi di un preciso pensiero politico, destinato a confluire nelle file del movimento vero e proprio. Tra i numerosi articoli, in tema di nazionalismo, proposti dalla terza pagina, ricordiamo : l'articolo del 21 giugno 1910 (95); l'articolo del 10 luglio 1910 (96); l'articolo del 13 luglio 1910 (97); l'articolo 16 novembre 1910 (98); articolo del 1 febbraio 1911 (99); l'articolo del 16 dicembre 1911 (100).

Il dibattito sul nazionalismo italiano

Nell'articolo del 21 giugno 1911, G. de Frenzi commenta e discute alcune singolari affermazioni che un noto critico contemporaneo G. A. Borgese, scrivendo a proposito della "Patria lontana" di E. Corradini nel numero della "stampa" del giorno precedente, aveva espresso riguardo al nazionalismo italiano. Da qualche tempo, infatti, il Borgese, sebbene avesse esordito nella professione giornalistica proprio sul "Regno" fiorentino, la cui azione era stata impegnata vigorosamente per l'esaltazione di tutte le energie nazionali, ogni volta che se ne presentava l'occasione, assumeva un atteggiamento di critica superiorità nei confronti del nazionalismo e ciù equivaleva per il de Frenzi, alla più grave delle rinunce per un critico giovane e illustre come lui, ossia la rinuncia a capire. così aveva scritto il Borgese nella Stampa : "A me non riesce di comprendere il nazionalismo, cosa sia n?cosa voglia.

Il nazionalismo in Francia e Italia

I nazionalisti hanno un loro peculiare programma di azione, con il quale vorrebbero venire in soccorso alla patria. In Francia inclinano verso il militarismo, verso l'antisemitismo, verso il clericalismo mentre in Italia sono immuni da odi settari e non si trovano d'accordo, se non erro, che su tre punti dei quali il primo ?eccellente e consiste nella forte preparazione militare e navale ma il secondo ?già discutibile e riguarda l'odio delle cose nostre a detrimento delle straniere e il terzo ?pessimo, addirittura, ossia l'avversione per la Triplice e il rinfocolamento di rancori bellicosi contro l'Austria". Il de Frenzi critica fortemente, nell'articolo in questione, queste affermazioni, sostenendo che provenivano da una persona che, non solo non aveva compreso ma che ignorava completamente la realtà dei fatti; egli aggiunge che il nazionalismo italiano non rappresentava, ancora in quegli anni, qualcosa di imponente n?di cospicuo, quanto piuttosto una tendenza assai interessante e spontanea, tale che dieci anni prima sarebbe stato assurdo immaginarla. Gli appare, invece, piuttosto corrispondente al vero un'altra affermazione del Borgese che così aveva scritto : " Se nazionalismo ?amor di patria non ?comprensibile che l'amor di patria possa divenire privilegio o programma di un partito ed ?ancor meno comprensibile che i nazionalisti abbiano sentito il bisogno di ribattezzarlo in quel modo barbaro". Tuttavia - chiarisce il de Frenzi - il nazionalismo non era n?pretendeva diventare un partito ma, come accennato prima, era una tendenza che pur manifestandosi sopra e fuori i partiti cercava di imprimere un nuovo orientamento nello stato italiano.

Il valore del nazionalismo italiano

Il nazionalismo aveva un carattere e una funzione attiva senza intermittenze e, più che dal concetto statico del territorio, esso derivava dal concetto dinamico della nazione poco interessato al passato ma preoccupato, piuttosto, di preparare l'avvenire e di suscitare in Italia una coscienza nazionale collettiva, la cui mancanza costituiva un elemento di inferiorità rispetto ad altri popoli. Gli italiani, secondo il de Frenzi, non si erano ancora abituati a considerare la coscienza nazionale come produttrice potentissima di cultura, di storia, di civiltà di ricchezza e non si erano ancora persuasi che i popoli, quando hanno la fortuna di possedere questa grande energia morale e sentimentale, la convertono continuamente in valori anche economici. Il nazionalismo non predicava violazione di confini politici ma una sorta di astrazione da questi, mirando a mantenere viva l'italianità e ambiva a diventare una scuola di operosa umiltà per gli individui di grande orgoglio per la collettività il de Frenzi conclude l'articolo rassicurando il Borgese che tale movimento era destinato a scomparire presto come idea e come fatto, non appena avesse raggiunto gli obiettivi prefissi.

Note:
95 - Articolo del 21 giugno 1910 - A proposito di nazionalismo (prime 5 col.) firmato G. de Frenzi.
96 - Articolo del 10 luglio 1910 - Enrico Corradini e il movimento nazionalista (prime 3 col.) firmato G. de Frenzi.
97 - Articolo del 13 luglio 1910 - Ancora sul nazionalismo (prime 2 col.) firmato G. de Frenzi.
98 - Articolo del 16 novembre 1910 - Preludi polemici al Congresso nazionalista (prime 3 col.) firmato E. Corradini e G. de Frenzi.
99 - Articolo del 1 febbraio 1911 - Il nazionalismo e lo spirito contemporaneo (nazionalismo, sindacalismo, imperialismo) (prime 3 col.) firmato E Corradini.
100 - Articolo del 16 dicembre 1911 -Il nazionalismo italiano e la guerra - Un articolo della "Review fortnightly ( prime 2 col.) firmato G. Memmoli.