storia e giornalismo



Stampa e liberalismo : quarto potere

La stampa arriva addirittura ad assolvere la funzione di un "quarto potere", conquistando gradatamente una propria autonomia e la consapevolezza del ruolo determinante che sta assumendo nel mondo delle comunicazioni di massa in cui fruitore e destinatario non ?più soltanto, un'elite ristretta e chiusa in sé stessa, ma una fascia di pubblico, culturalmente più impegnato e più attivo. In particolar modo la situazione cambia radicalmente nell'età giolittiana, una fase della storia italiana che coincide con l'epoca d'oro del giornalismo d'opinione contraddistinto dal rafforzamento delle grandi testate e dalla decadenza dei piccoli giornali. (5)

Il liberalismo nella stampa

Il trionfo del giolittismo, espressione di un liberalismo aperto, favorisce l'ascesa del paese in ogni campo di attività nelle arti, nelle scienze, nell'industria, nell'agricoltura. Questo forte spirito di equilibrio e di stabilità non può non investire anche il mondo della stampa che si ritrova pertanto a godere di quel principio di libertà strettamente vincolato alla libertà di pensiero e al diritto di diffonderlo con tutti i mezzi che lo sviluppo tecnologico consente di impiegare a tale scopo. 6

La cultura nella stampa

Questo spiega perché nell'età giolittiana si verifica la circostanza piuttosto singolare dell'ascesa rapida e dell'affermazione prima di due giornali, quali il "Corriere della Sera" e il "Giornale d'Italia" che, pur nelle loro differenze, rappresentano la più grande manifestazione della stampa di opposizione alla linea governativa. Quanto detto ?strettamente correlato all'affermazione intorno agli anni immediatamente successivi all'Unità di una nuova figura dell'intellettuale non più relegata ai margini della società ma rivolta a proporre la cultura come professione e come impegno e che trova nello sviluppo del giornalismo l'occasione più propizia per affermarsi. E' proprio in tale contesto che riesce a inserirsi e ad imporsi la terza pagina che avr?il grande merito di introdurre in Italia uno spirito nuovo e originale, in grado di rompere le barriere di un consistente accademismo e provincialismo e di assolvere quella funzione che in altri Paesi ?stata invece esercitata dalle riviste letterarie ("Il Convito" "1895-1907" e "Il Marzocco" "1896-1932" o alcuni grandi punti di riferimento quali "La Critica" "1904" di B. Croce e "La Voce" "1908" di G. Prezzolini) 7.

Note:
5- Le dimensioni del mercato editoriale devono scontrarsi con delle difficoltà oggettive che certa?mente ostacolano o comunque rallentano il processo di affermazione noto nella formula del quotidiano; tale questione viene delineata da R. Gisotti, La nascita della terza pagina (Lecce, Capone e?ditore, 1986) pp. 21-30. - La situazione della stampa italiana percorsa attraverso i vari governi politici ?trattata da V.Castronovo e N. Tranfaglia, Storia della stampa italiana, vol. V La stampa italiana nell'età liberale ( Roma-Bari, Laterza, 1979) pp. 69-97.
6- Un excursus sommario dell'informazione nel nostro Paese dall'unità fino agli anni 1970 ?forniù to da Paolo Spriano, Annali, vol. V Storia d'Italia, L'informazione nell'Italia unita in Documenti (Einaudi, Torino 1973) pp. 1829-66.
7- Sul rapporto tra il giornalismo e la letteratura e sul reciproco vantaggio che si sono arrecati in molti casi fare riferimento a cfr. E. Falqui, Giornalismo e letteratura, pp. 26-33.