storia e giornalismo



I grandi della letteratura Italiana

All'interno dello spazio culturale della terza pagina ideato da Bergamini, un posto di grande rilievo ?riservato alla letteratura e alla critica letteraria con riferimento ai grandi nomi del passato (Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni e altri) e con attenzione all'affermazione delle nuove tendenze. Tutto ciù rientra nel grande obiettivo di Bergamini di realizzare, nell'ambito di un quotidiano, una pagina che rappresenti una sintesi delle tendenze culturali a lui contemporanea, assolvendo così almeno in parte, la funzione propria delle più note riviste letterarie.

Letteratura, arte, musica e filosofia nel giornalismo

Alcuni anni più tardi egli avrebbe infatti scritto, a proposito della nascita della terza pagina che "...Il Giornale d'Italia, lentamente cresceva di autorità e diffusione quando l'Italia era tranquilla e non ancora turbata da scioperi, agitazioni, guerre e altre diavolerie : era un'Italia placida, aveva il gusto atavico della cultura e si interessava ad ogni nuovo scrittore che si affermasse, si accendeva di entusiasmo per "L'ultima ode" di Carducci, per le Myricae di Pascoli, per "La pioggia nel pineto" di D'Annunzio, leggeva avidamente un romanzo di Giovanni Verga, di Antonio Fogazzaro, di Matilde Serao. Si compiaceva che un volume italiano, il "Cuore" di Edmondo de Amicis, arrivato ad un milione di copie, vincesse nel mondo il record librario : discuteva la filosofia idealista di Benedetto Croce e Giovanni Gentile : amava la toscana finezza letteraria di Ferdinando Martini : acclamava l'arte squisita di Eleonora Duse e la musica di Pietro Mascagni e Giacomo Puccini, cantava le estreme melodie di Giuseppe Verdi e consacrava la raggiante sua gloria : salutava il genio di Guglielmo Marconi come pure apprezzava un articolo di Scarfoglio, di Lodi, di Rastignac. Era la belle epoque dell'Italia sensibile ad ogni forma di intelligenza, in ogni campo".(181)

La cultura del primo '900 attraverso il giornalismo

Questa ?l'immagine dell'Italia culturale del primo '900 che ne ha il direttore de "Il Giornale d'Italia" e che egli riflette nelle sue varie forme e manifestazioni, attraverso le centinaia di articoli pubblicati sulla terza pagina del suo giornale e, per mezzo dei grandi nomi chiamati a collaborare nel corso di questo primo decennio. La lettura della realtà socio-culturale italiana tracciata da Bergamini sembra, invece rispondere per N. Ajello "..all'intento perseguito dal senso di non cultura veramente popolare di accreditare sulla terza pagina de "Il Giornale d'Italia" quella ideologia nazional-borghese venata di mondanità euforica degli ozi letterari" (182) . In ogni modo innegabile ?il contributo critico letterario fornito dalla terza pagina bergaminiana che, oltre a offrire elementi nuovi delle contemporanee tendenze critiche sugli autori del passato, costituisce un legame forte con la dimensione culturale del primo '900, di cui ?impossibile tracciare un quadro unitario e ben definito, come era stato per il positivismo e il verismo.

La modernità ed il nazionalismo

Il nuovo Stato unitario, infatti, si inserisce con molte contraddizioni interne, nel contesto della società borghese e liberale europea, mentre si affacciano sulla scena nuove forze sociali e intellettuali, protagoniste , spesso, di un rapporto inquieto con la "modernità e mentre si apre la strada all'affermazione delle ideologie vitalistiche, nazionalistiche, imperialistiche. L'obiettivo di queste pagine ?proprio quello di seguire, attraverso un discorso diacronico, la presenza sulla terza pagina di alcune delle più grandi personalità letterarie e confrontarle con le tendenze contemporanee, in base agli elementi che emergono dall'analisi degli articoli pubblicati nel periodo 1901-11.

Note:
181 - Cit. di Alberto Bergamini, La nascita della terza pagina, nella Nuova Antologia, XXX, (1955), novembre, p.348. 182- Cit. di N. Ajello, Storia della terza pagina, in Nord e Sud, IX, (1962) agosto n. 32 p. 104.