storia e giornalismo



Articolo culturale su Leonardo da Vinci

Con l'articolo del 29 gennaio 1909 (294) "Il Giornale d'Italia", invece, si riserva la prerogativa di pubblicare, in anteprima assoluta, la notizia della scoperta di un bellissimo quadro, attribuito al genio di Leonardo da Vinci, venuto alla luce da pochissime settimane a Milano e di cui avrebbe trattato ampiamente la "Rassegna d'Arte" nel suo prossimo numero. Prima di allora ne aveva accennato, soltanto, sulle pagine di due periodici poco diffusi, "L'Osservatore cattolico" e l'"Arte e storia", un conoscitore d'arte in generale e d'arte leonardesca in particolare, Diego Sant'Ambrogio che, sebbene poco noto, aveva dedicato gran parte della sua vita alle ricerche artistiche, i cui risultati erano stati pubblicati in centinaia di articoli, poi raccolti in volume.

Storia del quadro "Un'adultera" di Leonardo da Vinci

All'opera leonardesca egli aveva consacrato la maggior parte dei suoi studi, seguendone le tracce nelle varie regioni d'Italia, nei musei stranieri, nei codici, nelle cronache, nelle leggende e pertanto, - scrive la giornalista - non era stata certo casuale la sua preziosa scoperta della paternità del quadro venuto da poco venuto alla luce. La storia stessa del quadro appariva piuttosto articolata e complessa se si considera che esso era stato acquistato diverso tempo prima da un appassionato di anticaglie presso un rigattiere che glielo aveva venduto per pochi denari ed era finito, poi, dopo vari passaggi, nelle mani di un amatore. Presso quest'ultimo aveva potuto vederlo il Sant'Ambrogio e la stessa giornalista, inviata dalla redazione per scrivere l'articolo; la tavola di dimensioni cm 61 x 79, molto annerita dal tempo, dopo essere stata ripulita dal denso strato di polvere che la offuscava, aveva mostrato chiaramente l'immagine di una mezza figura di donna nuda su uno sfondo scuro.

Attribuzione dell'opera di Leonardo da Vinci

La notizia dell'attribuzione dell'opera di Leonardo da Vinci da parte del Sant'Ambrogio, si era diffusa rapidamente a Milano nei "circoli intellettuali" ma le pratiche di tale "funzione battesimale" - scrive la giornalista - avevano subito già diverse critiche perché allo scetticismo generale dei più si era aggiunto, come accadeva sempre in quei casi, l'ostinata diffidenza degli specialisti che non erano stati i primi a scoprire e che, quindi, negavano a priori. Il quadro sarebbe stato, comunque, inserito nella classificazione all'interno del catalogo delle opere di Leonardo, operata dallo Scarabelli con il numero XXXIII e con il titolo di "Un'adultera".

Note:
293 - Articolo del 23 marzo 1906 - Che cosa l'arte ? Dall'odierna conferenza di Ugo Ojetti al Collegio Romano (prime 3 col.) firmato Ugo Ojetti.