storia e giornalismo



L'intervista storica nel giornalismo

Altri temi di storia europea varia vengono affrontati attraverso recensioni di libri o la pubblicazione di documenti inediti, ma accanto a questo tipo di ricostruzione storica troviamo, spesso, uno spazio di informazione più diretto ed esplicito qual ?appunto, quello dell'intervista, resoconto scritto del colloquio tra il giornalista e la personalità fonte di notizie e particolari inte?ressanti. Tra gli articoli della terza pagina che propongono un'intervista storica di particolare rilievo ricordiamo: l'articolo del 12 gennaio 1902 (58), in cui Ferdinando Martini, governatore civile dell'Eritrea, viene invitato a trattare non solo di politica ma anche di arte e letteratura, nella conversazione tenuta con il giornalista Eugenio Checchi, nel palazzo Caffarelli in via Condotti a Roma; l'articolo del 21 novembre 1903 (59) sull'intervista tenuta da G. B. al politico Ernesto Nathan (60); l'articolo del 3 marzo 1908 (61) sull'intervista tenuta da G. Finot al militare e dittatore portoghese; l'articolo del 26 aprile 1910 (62) relativo ad un colloquio con la cameriera di casa Cavour, Tosca; l'articolo del 1 maggio 1910 (63) sull'intervista tenuta dal giornalista Carlo Stelluti Scala alla vedova del militare messicano Miguel Miramon (64).

L'intervista a Franco, dittatore del Portogallo

Tra questi articoli soffermiamo l'attenzione su quello del 3 marzo 1908, che riproduce, integralmente, un colloquio che Giovanni Finot, direttore della Revue de Paris (ancienne Revue des Revues), aveva tenuto il 27 gennaio, tre giorni prima del regicidio con il dittatore portoghese Franco e che, egli, pubblic?insieme ad altri brani sul fascicolo di marzo della rivista stessa. Il giornalista si trovava, infatti, a Lisbona nei giorni in cui le violenze della dittatura avevano maggiormente esasperato gli animi, a tal punto da mostrare i segni precursori di qualche tragico avvenimento ; le pagine pubblicate sulla rivista rappresentano una testimonianza molto inte?ressante di ricordi, impressioni e considerazioni che concordano pienamente con quelle del De Frenzi, (ciù viene sottolineato nella breve premessa all'articolo del 3 marzo sulla terza pagina de "Il Giornale d'Italia"), nelle sue lettere ripro?dotte da molti giornali portoghesi e riassunte dalla stampa francese. Finot, così scrive a proposito del Portogallo, in esordio al suo articolo : "Il Portogallo ?un vero paradiso negletto dai suoi abitanti ; il cielo, il clima, la terra hanno un sorriso di primavera eterna. Il popolo peròne rimane indifferente e non si occupa di sfruttarne le ricchezze della terra, la quale risponde al minimo sforzo dell'uomo".

L'intervista storica come documento

Il dittatore Franco, intervistato pochi giorni prima del regicidio, aveva tracciato al giornalista un quadro imponente delle riforme che si proponeva di compiere e aveva parlato con lo stesso sentimento di un patriota che soffre per i dolori della sua patria e vuole salvarla malgrado e contro se stesso. Riguardo la situazione interna del paese gli sembrava che, il punto centrale, ossia le condizioni delle finanze, fosse in via di miglioramento e, sul piano estero, l'amicizia con l'Inghilterra, aveva tolto per alcuni anni al Portogallo la preoccupazione di riparare ai suoi armamenti; la flotta non aveva bisogno di aumenti e l'esercito del paese era sufficiente a garantirne l'integrità Parlando, inoltre, delle prossime elezioni da tenersi nel mese di aprile, egli era certo che gli avrebbero garantito la maggioranza necessaria per risolvere, con l'aiuto del parlamento, i problemi più urgenti; gli sembrava una vergogna quella di dover assistere al re obbligato a contrarre debiti e patteggiare con tutti i partiti al potere. Il giorno successivo a quest'intervista, il Finot aveva avuto occasione di intrattenersi con vari avversari del dittatore e tutti avevano riconosciuto che, orgoglioso come uomo politico, egli era inattaccabile dal punto di vista dell'onestà come uomo privato e avevano fornito, anche, alcuni esempi diretti dello sfruttamento dello stato a cui Franco aveva posto fine, forse l'atto più energico del suo regno. Il giorno successivo all'uccisione del re, Finot aveva notato come non ci fosse, per il paese, nessun segno di dolore e di lutto; i giornali avevano dato la notizia del regicidio come quella di un fattaccio qualsiasi. Uno solo era apparso listato e nero ed era il "Diario Illustrado", organo di Franco e solo i servitori della Corte avevano esposto le bandiere abbrunate.

Note:
58 - Articolo del 12 gennaio 1902 - Conversando con Ferdinando Martini - Affrica - Giuseppe Giusti -Il teatro contemporaneo (prime 4 col. ) firmato Eugenio Checchi.
59 - Articolo del 21 novembre 1903 - Intervista con Ernesto Nathan sulle dimissioni da G.M. della Massoneria (2a col.) firmato G.B.
60 - Ernesto Nathan (Londra, 1845 - Roma, 1921) uomo politico, figlio di un'amica e collaboratrice di Mazzini e Garibaldi che si trasfer?in Italia nel 1859 e, dopo varie peregrinazioni, prese stabile dimora a Roma, divenuta capitale d'Italia. Si occup?della parte amministrativa del giornale mazziniano "Roma del Popolo", partecip?alla fondazione della Dante Alighieri, fu Gran Maestro della Massoneria e assessore e sindaco di Roma dal 1907 al 1913.
61 - Articolo del 3 marzo 1908 - Intervista con il dittatore Franco alla vigilia del regigidio (prime 3 col.) firmato G. Finot.
62 - Articolo del 26 aprile 1910 - Ricordi di Cavour - ( un colloquio ) (prime 4 col.).
63 - Articolo del 1 maggio 1910 - Rivelazioni sul dramma imperiale del Messico - Quel che ricorda la vedova del generale Miramon (prime 4 col.) firmato Carlo Stelluti Scala.
64 - Miguel Miramon (Città del Messico, 1832 - Queretaro, 1867 ) militare messicano conservatore che guid?la lotta contro il movimento della reforma e al termine si fece eleggere presidente della repubblica. Dopo varie vicissitudini, si dovette allontanare dal paese per ritornare, poi, al seguito di Massimiliano d'Asburgo ma, sconfitto, venne fucilato con l'imperatore.