storia e giornalismo



Giuseppe Mazzini

Cavour non ?certo, l'unico protagonista delle vicende risorgimentali che viene riproposto nella terza pagina de "Il Giornale d'Italia", ricostruite in relazione alle diverse figure che, in primo piano, hanno contribuito a scriù vere la storia di quel periodo cruciale per il nostro paese. Un grande spazio viene riservato anche alla figura di Mazzini presentata, come molte altre, attraverso la pubblicazione di fonti documentarie inedite. L'articolo del 10 aprile 1902 (30), ad esempio, pubblica per la prima volta alcune lettere ignote a quanti si sono interessati alla vita e alle opere di Giuseppe Mazzini, datate 1846 e dirette a Carlo Fenzi e a Carlo Lamberti. Il Lamberti era stato legato al Mazzini da un rapporto di profonda amicizia e da queste lettere emergo?no sentimenti privati ma si preannunciano anche avvenimenti molto importanti sul piano storico-politico.

Il pensiero politico di Giuseppe Mazzini

Nella lettera rivolta al Fenzi (8 settembre 1846), Mazzini confessava di sentirsi spinto a prendere contatto con lui per due ragioni di grande rilievo ossia per le condizioni interne del paese e per ciù che stava ordinando all'estero. La situazione estera lo preoccupava, in particolar modo, in quanto credeva di aver individuato nell'elemento slavo, quasi interamente ignoto in Italia, ciù che avrebbe portato allo sviluppo e al cambiamento radicale della faccia dell'Europa; e con elemento slavo, egli non intendeva riferirsi a quello della Polonia ma agli Slavi del Mezzogiorno e a quelle popolazioni che componevano i due terzi dell'Impero austriaco. Ed ?proprio in relazione a tale considerazione che egli si adoperava da più mesi a costituire un nucleo di uomini appartenenti a diversi paesi d'Europa che fosse in grado di conferire al partito ciù che gli mancava, ossia uno scopo, una direzione, un'autorità morale. Questo nucleo, se fosse stato composto, avrebbe dovuto avere, secondo le intenzioni del Mazzini, un uomo per nazione, noto per moralità per ingegno ed influente per fama ed elementi rappresentati e, per fornire all'amico un'indicazione di quali uomini avrebbe dovuto comporsi, cita Lamennais, scelto già a rappresentare la Francia in qualità di capo del partito di Parigi. Il nucleo sarebbe stato rivelato pubblicamente dopo un lungo manifesto collettivo, firmato da tutti e pubblicato in cinque lingue e avrebbe dovuto, attraverso una serie di atti pubblici, unificare l'opinione e dirigerla. Inoltre Mazzini sottolineava, più volte, il suo proposito di voler istituire non una cospirazione tendente ad un'azione immediata ma un'associazione segreta numerosa, costituita da giovani nuovi e credenti nell'idea nazionale e nella necessità di conquistarla con armi nazionali; essi legandosi in una catena di alcuni uomini per ogni città d'Italia vincolati tra loro, avrebbero dovuto spargere e diffondere non solo i regolamenti ma lo spirito e le idee della Giovane Italia.

La rivoluzione politica di Giuseppe Mazzini

Nella seconda lettera (16 dicembre 1846) diretta sempre a Fenzi, Mazzini metteva in primo piano la necessità non di discutere solamente di teorie ma di conquistarsi il diritto di combattere attivamente sul piano pratico; inoltre le idee di cui egli e i suoi compagni erano portavoce dovevano essere conformi alla costituzione sociale e religiosa dell'umanità così egli scriveva, appunto : "La rivoluzione politica non ?che un mezzo per me ma la prima rivoluzione politica, se diretta con certe norme da uomini che credono come noi, sar?per forza di cose strettamente collegata a quella sociale; e se io vagheggio, con doppio amore la possibilità di una rivoluzione ?perché io sento che non possiamo sorgere a nuova vita senza che essa diventi vita dell'umanità La sottoscrizione nazionale ?una bella ispirazione." La lettera (10 settembre 1846), diretta a Carlo Lamberti, invece, rappresenta soprattutto uno sfogo e una sorta di aperta confessione verso un amico, in cui Mazzini deplorava la tristezza che aveva afflitto ultimamente la sua vita, segnata, inoltre, da un male al rene che si era esteso e gli aveva procurato molta sofferenza. A ciù si aggiungeva, probabilmente, anche un vuoto dell'anima e l'insoddisfazione per certi obiettivi non ancora raggiunti.

Note:
30 - Articolo del 10 aprile 1902 -Lettere inedite di G.Mazzini (prime 5 col.) firmato D.Oliva.