storia e giornalismo



Giovanni Gentile e l'idealismo

L'articolo del 16 gennaio 1907 (246) riporta, invece, una recensione di Croce del primo volume di una nuova edizione delle "Opere italiane" di Giordano Bruno, pubblicata, recentemente, da Giovanni Gentile (altro illustre esponente del neo-idealismo italiano dapprima assai vicino al Croce e, poi, suo principale antagonista) e inserita nella collezione dei "Classici della filosofia moderna" (editore Laterza di Bari ).

I Dialoghi di Giordano Bruno editi da Gentile

Croce, parte dalle osservazioni avanzate da molti critici riguardo alla lacuna, nell'ambito della letteratura classica italiana, di libri filosofici e sottolinea come in realtà il problema vada visto dal punto di vista di un approccio molto limitato del pubblico a questo genere letterario; l'edizione gentiliana dei Dialoghi del Bruno avrebbe colmato, almeno in parte questo vuoto, favorendo la conoscenza diretta di un grande pensatore, purtroppo ancora poco noto, che Croce definisce come la sintesi di tutta la filosofia moderna, da Spinoza a Leibniz, da Schelling ad Hegel. Il grande merito di Giovanni Gentile, secondo Croce, ?quello di aver messo in risalto la contemporaneità del pensiero di Bruno, legata alla capacità di penetrare acutamente il carattere della filosofia e analizzare i vari tipi psicologici degli avversari di essa. Croce si sofferma quindi direttamente su alcuni Dialoghi del Bruno, riproposti dal Gentile, con particolare attenzione alla descrizione dei diversi tipi psicologici ritratti dal filosofo.

La rivista "Napoli Nobilissima"

L'articolo del 7 marzo 1907 (247), invece, prende spunto dalla fine delle pubblicazioni della rivista di topografia ed arte napoletana "Napoli nobilissima", fondata nel 1892 da un gruppo di artisti e letterati tra cui lo stesso Croce, V. di Giacomo, G. Ceci, M. Schipa, V. Spinazzola ; proprio in quei giorni sarebbe stato pubblicato l'ultimo fascicolo dell'annata XV che avrebbe contenuto, oltre a parecchi articoli e all'indice generale della collezione, il commiato scritto da Croce per l'occasione e riportato, integralmente, nella terza pagina de "Il Giornale d'Italia". L'idea di fondare la rivista era nata proprio da un incontro tra Croce e Salvatore di Giacomo, il quale gli aveva manifestato il suo desiderio di tentare qualcosa a vantaggio dei monumenti storici e artistici napoletani che erano trascuratissimi e per divulgare la conoscenza dell' arte antica meridionale. Il Croce aveva così elaborato il progetto della rivista a cui egli stesso aveva dato il titolo di "Napoli nobilissima" tratto dal frontespizio della guida del Parino; la rivista si era proposta da una parte, di continuare l'opera di Bartolomeo Capasso, vero maestro della topografia napoletana e dall'altra, di promuovere le indagini volte a raccogliere il materiale per una storia dell'arte meridionale, riassumendo in articoli divulgativi i risultati critici già ottenuti. Tale programma, scrive Croce nel commiato, era stato fedelmente seguito nel corso dei quindici anni e dei quindici numeri della rivista; purtroppo esso necessitava, ormai, di una radicale revisione e trasformazione e, non essendoci nessuno disposto a prendere il suo posto, la rivista era costretta a cessare le pubblicazioni.

Note:
246 - Articolo del 16 gennaio 1907 - Giordano Bruno ( prime 2 col.) firmato B. Croce.
247 - Articolo del 7 marzo 1907 - La fine di una rivista (prime 2 col.) firmato B. Croce.