storia e giornalismo



Giosu?Carducci

All'interno dello spazio letterario proposto dalla terza pagina de "Il Giornale d'Italia" alla figura di Giosu?Carducci, nel lungo periodo 1901?11, vengono riservati ben trentadue articoli, tra pubblicazioni di stralci delle sue opere e recensioni critiche. In parte ciù subisce l'influenza della stretta collaborazione di B. Croce con la pagina culturale del quotidiano, e all'ammirazione che egli dimostra verso lo scrittore in diversi dei suoi saggi critici, alcuni dei quali vengono riportati proprio sulla pagina in questione. L'influenza del Carducci su "Il Giornale d'Italia" appare evidente fin dall'inizio e, precisamente dal 12 dicembre 1901, quando le ultime due colonne della seconda pagina riportano l'indice dell'opera carducciana "Poesie" di prossima pubblicazione (Bologna, Zanichelli editore, 1901) e dal 25 dicembre dello stesso anno, per diversi giorni, sempre le ultime due colonne vengono riservate ad un riquadro dal titolo "Il Carducci e il Giornale d'Italia" in cui si annuncia la possibilità ai primi mille abbonati del quotidiano di acquistare il volume carducciano, con un supplemento di sole ? 20.

Il classicismo di Giosu?Carducci

La costante e ricca presenza di articoli su Carducci nella pagina culturale del quotidiano si spiega, probabilmente, in relazione alla grande influenza che egli esercita nel primo '900, sulla letteratura italiana e al grande merito che ha avuto di rivendicare alla poesia, nel periodo di transizione seguito all'unificazione, una funzione nobile e illustre attraverso il recupero della tradizione classicistica. Il processo di formazione dello Stato unitario, era stato, infatti, caratterizzato sul piano culturale, da un notevole incremento della produzione letteraria in prosa mentre quella in versi, era apparsa dubbiosa ed esitante nella ricerca di nuovi contenuti e di nuove forme espressive; in uno scenario così incerto si distingue nel periodo di transizione tra la fine dell'800 e l'inizio del '900, il classicismo di Carducci come rivendicazione di una secolare tradizione, come affermazione di continuità della cultura nazionale, come rifiuto di un troppo impegnativo confronto con la nuova cultura europea per divenire supremo modello di comunicazione poetica, in una prospettiva retorica e nazionalistica.

L'influenza di Giosu?Carducci sulla poesia italiana

Enorme ?l'influenza del Carducci sulla poesia italiana tanto che, per decenni anche in pieno '900, fare poesia significa per molti essere carducciani, con sfoggio di retorica classicistica; la critica prevalente nel primo decennio del XX sec. ?quella che identifica il Carducci con l'immagine del poeta vate che, in polemica con il Romanticismo, esalta il culto della patria e la virtà attraverso la poesia. La difficoltà di formulare una corretta valutazione della poesia del Carducci, soggetta ai più contrastanti giudizi, avrebbe trovato nuove soluzioni e nuove vie solo molti anni più tardi ; una interessante interpretazione delle origini letterarie e critiche dell'autore sarebbe stata delineata, ad esempio, negli anni '70 da L. Baldacci, che avrebbe messo in risalto come al di l?del mito del poeta della "sanità morale" a cui aveva contribuito lo stesso Croce, o del vate, occorresse riconoscere al Carducci il merito di essere stato so?prattutto uno "sperimentatore", deciso a recuperare in forma moderna una tradizione classica ormai considerata morta. (201)

Note:
201 - Questa valutazione della poesia carducciana ?tratta da G. Carducci, Poesie -, Introduzione di Luigi Baldacci (Milano, Mondadori, 1974) pp. XVII-XXI.