storia e giornalismo



Benedetto Croce ed il Giornale d'Italia

Se gli argomenti di etica politica dibattuti dal Croce sono veramente tanti e corrispondono agli anni di maggiore attività giornalistica, in relazione alla sua più intensa partecipazione alla politica e al governo d'Italia, altrettanto numerosi sono quelli di critica letteraria, saggi morali e riflessioni di ogni sorta sulla realtà a lui contemporanea, tutti espressione di una mentalità eclettica e versatile. Tutte le sue numerose collaborazioni giornalistiche (dal "Giornale d'Italia" al "Resto del Carlino", dal "Corriere della Sera" alla "Stampa", dal "Risorgimento liberale" alla "Gazzetta del popolo", dal "Mattino" alla "Tribuna", dal "Giornale" al "Corriere italiano") sono esempio, come scrive il Falqui, di una grande lezione impartita da un uomo che non ha mai risparmiato le sue polemiche sui vizi e certi danni del giornalismo, criticando, in particolar modo, il dilettantismo di quanti si accostavano con superficialità e leggerezza a questo tipo di professione.

Il giornalismo di Benedetto Croce

L'obiettivo di Croce nel lungo periodo della sua collaborazione giornalistica è quello di trasferire, in essa, quella ricerca della verità e quello spirito analitico di osservazione che accompagnano l'intera sua attività critico ­ letteraria, tenendo tuttavia, sempre presente la distinzione fondamentale tra produzione giornalistica e produzione artistica. È questo aspetto, probabilmente, che porta il Falqui a definire il Croce "un maestro di giornalismo", per il notevole e decisivo contributo che egli ha arrecato, anche attraverso l'impegno giornalistico, alla sprovincializzazione e all'evoluzione di una cultura, quale quella italiana, ancora troppo accademica e universitaria e,
per l'esempio da lui fornito, con la sua presenza nella terza pagina dei quotidiani, che ha favorito quell'integrazione tra letteratura e giornalismo di cui essa si fa interprete. A tale riguardo particolarmente significativa risulta la collaborazione giornalistica di Croce con la terza pagina de "Il Giornale d'Italia, che gli permette una forte e diretta mediazione con il pubblico dell'Italia meridionale, a cui si rivolge il quotidiano di Bergamini.

Collaborazione tra Benedetto Croce ed il giornale

Tale collaborazione, che ha inizio nel 1902 ma si intensifica soltanto negli anni 1908-11, presenta in realtà un carattere piuttosto particolare, in quanto consiste prevalentemente nella pubblicazione di scritti che appaiono contemporaneamente su "La Critica"; del tutto assente è invece qualsiasi analisi critica del pensiero crociano in un contesto culturale che viene, a dir poco sovvertito e dominato, dalle formule e dagli orientamenti imposti dalla nuova ideologia. Sembra quasi che, mentre Croce usufruisca di un mezzo di comunicazione di forte risonanza e scelga, per questa operazione, un giornale moderno in affermazione e di grande tiratura, il quotidiano preferisca invece adottare una linea oggettiva e di distacco, per non dire di latente condivisione, nei confronti del pensiero etico -politico da lui proposto.