storia e giornalismo



Gabriele D'Annunzio

Nel corso degli anni '80, quando il naturalismo e il positivismo sembrano ormai aver esaurito la loro influenza sulla cultura italiana, cominciano a diffondersi, anche in Italia, quelle tendenze estetizzanti che caratterizzano la cultura decadente europea; l'esaltazione estrema dell'arte, al di sopra di ogni altro aspetto della vita e la risoluzione della vita stessa nell'arte, trova la massima espressione nella vita e nell'opera di Gabriele D'Annunzio, il più grande propulsore e mediatore dell'estetismo italiano di cui si rivela mirabile interprete sia sul piano umano che su quello artistico, con larga influenza sul costume del tempo.

Il giornalismo di Gabriele d'Annunzio

Se la critica ha posto, fin dall'inizio, grande attenzione al fenomeno di Gabriele D'Annunzio nelle sue manifestazioni letterarie e artistiche, piuttosto trascurata appare, invece, dal Croce, dal Borgese e da altri critici e biografi, la sua attività giornalistica, intrapresa peraltro fin da quando egli, giovanissimo nel 1882, era giunto a Roma. Lo sviluppo della professione del giornalista Gabriele D'Annunzio viene ripercorsa, invece, nella seconda metà del '900 da Achille Bosisio in un lavoro (226), che permette di seguire gradualmente le sue qualità di scrittore, di osservatore, di critico. Appare così evidente come il D'Annunzio sia stato il primo scrittore italiano in grado di collegare strettamente il mestiere dello scrittore al mercato editoriale, avvalendosi del lancio offertogli dall'editore Sommaruga, giovane imprenditore milanese venuto a Roma a tentare la fortuna nel mondo della carta stampata. Gettatosi nel vortice della vita letteraria e giornalistica egli comincia a scrivere sul "Capitan Fracassa", sulla "Cronaca Bizantina" del Sommaruga, sul famoso "Convito" fondato da Adolfo De Bosis, sul "Mattino" dell'amico Edoardo Scarfoglio, per passare, poi, a giornali di maggiore rilievo e tiratura, come "Il Giorno" fondato da Luigi Lodi, "Il Giornale d'Italia", "Il Corriere della Sera" di L. Albertini.

Gabriele D'Annunzio giornalista

La collaborazione giornalistica dannunziana si esprime attraverso testi poetici, narrativi, critici e con maliziose cronache mondane, contribuendo a realizzare quella fusione tra giornalismo e letteratura che rappresenta l'obiettivo più alto della terza pagina di Bergamini, inizialmente, e in seguito, dei più autorevoli fogli quotidiani.

Note:
226 - Achille Bosisio, Il giornalista Gabriele D'annunzio, negli Atti del VII Congresso Nazionale di storia del giornalismo (Trento - Trieste, 31 maggio - 5 giugno 1968) sul tema Il giornalismo italiano dal 1900 al 1918 ( edito dai Comitati provinciali di Trieste e Trento, 1972). pp. 125-136.