storia e giornalismo



Edmondo De Amicis

Nel periodo 1901-11 preso in considerazione, interessante appare l'attenzione riservata dalla terza pagina de "Il Giornale d'Italia" alla figura di Edmondo De Amicis, scrittore già noto, formatosi a quella scuola giornalistica ottocentesca che mescola lo stile modesto della cronaca con la scrittura creativa e da cui erano nati i fortunati bozzetti della "Vita militare" (Firenze, 1868 ; nuova edizione accresciuta, ibid. 1869 ; edizione definitiva Milano, 1880) e le cronache di viaggio che gli avevano assicurato un immediato successo. Ancora più interessante appare tuttavia, il fatto che, nei dieci articoli proposti dalla pagina culturale, non viene concentrata l'attenzione sull'opera a cui ?maggiormente legato, in quegli anni, il nome del De Amicis, ossia il singolare romanzo "Cuore" (Milano, Treves, 1886), ma essa viene interamente incentrata sulla polemica sviluppatasi attorno al libro "L'idioma gentile" (Milano, 1905) che aveva risvegliato la curiosità e la riflessione sul problema della lingua in Italia.

Edmondo De Amicis : il vocabolario

Ripercorriamo attraverso alcuni di questi articoli, i momenti più significativi dell'acceso dibattito che ha tanto animato la critica del primo '900. L'articolo del 23 novembre 1904 (219) si sviluppa, ad esempio, attorno all'intervista tenuta dal giornalista Eugenio Checchi al De Amicis, riguardo all'idea originaria che aveva dato vita al volume; da questo incontro emerge come lo scrittore nell'opera, attraverso un lungo ed accurato esame dei principali studi sulla lingua del secondo '800, avesse ripreso sostanzialmente quelle posizioni che aveva già espresso un trentennio prima nelle "Pagine sparse" (Firenze, 1874) in cui, tra le altre cose, aveva esortato i giovani alla lettura del vocabolario, strumento da lui ritenuto indispensabile per l'approfondimento della conoscenza del linguaggio.

La critica positiva ad Edmondo De Amicis

L'articolo del 5 febbraio 1905 (220) che, per concessione dell'editore Treves e dell'autore, riporta due lunghi brani appartenenti rispettivamente al 1? e al 2? capitolo del libro, permette, invece, di entrare nel vivo del contenuto dell'opera, strutturata non in forma di trattato, ma in una conversazione tenuta con una figura ideale, per indurla a studiare e ad amare la propria lingua. Il dibattito critico ritorna alcuni giorni dopo con l'articolo del 19 febbraio 1905 (221) in cui Enrico Corradini, esprime nei confronti del volume deamicisiano un giudizio estremamente positivo, soprattutto per l'alto valore critico e per il contributo decisivo impresso alla rinascita degli studi filologici. Corradini inserisce, inoltre, nell'articolo una forte polemica verso la scuola e l'università che, non adempievano più da molti anni, al loro dovere primario di insegnare la lingua nella sua complessità e nel suo sviluppo cronologico, come testimonianza del pensiero di una nazione e come specchio della sua coscienza.

Note:
219 - Articolo del 23 novembre 1904 -Conversando con Edmondo De Amicis ( prime 2 col.) firmato Eugenio Checchi.
220 - Articolo del 5 febbraio 1905 - "L'idioma gentile", nuovo libro di Edmondo De Amicis - "Dal Foscolo al Carducci" - "La lingua della
patria" (prime 3 col.) firmato E. De Amicis.
221 - Articolo del 19 febbraio 1905 - "Per l'idioma gentile" (prime 2 col.) firmato E. Corradini