storia e giornalismo



Il tema della donna : questione femminile

Nell'articolo del 4 ottobre 1908, invece, A. Gargiulo trae alcune considerazioni dall'inchiesta, piuttosto singolare, condotta da un'ardita scrittrice di questioni femministe Rosalia Jacobsen, sul tema della donna e il problema dell'amore. Da un campione di alcune domande rivolte dalla Jacobsen a donne italiane emergeva che, sui comportamenti sociali che la donna avrebbe dovuto tenere osservare nell'amore, si contrapponevano, in modo forte, due elementi: la felicità e lo sviluppo della personalità umana. Chi poneva infatti come scopo della propria vita la felicità credeva bene che tutto gli fosse lecito per raggiungerlo ma ciù - chiariva la Jacobsen - non era nelle intenzioni di alcuna femminista e le donne che la perseguivano non pensavano affatto a far teoria o propaganda; una libertà incondizionata contraddiceva, ovviamente, uno sviluppo morale e dignitoso della personalità umana.

Il femminismo ed il problema della donna

In riferimento alle questioni della donna e del suo bisogno di emancipazione Gargiulo ripropone, poi, due opere d'arte quali il dramma "Casa di Bambola" di Ibsen e il romanzo "Una donna" di Sibilla Aleramo (83); mai, infatti, come nelle protagoniste di queste due opere - egli asserisce - si era vista rappresentare con così cruda forza la tragedia di un'anima femminile che chiedeva alla chiarezza sulla propria condizione, la ragione di un'intera esistenza. Il dramma e il romanzo insieme, valevano per il Gargiulo, più di mille dissertazioni e teorie e contribuivano a persuadere gli indifferenti e gli scettici a domandarsi se esistesse davvero un problema femminile. ?proprio da una polemica suscitata dal romanzo della Alleramo che la Jacobsen aveva preso le mosse per svolgere la sua inchiesta; riguardo le ragioni riposte dal femminismo era emerso anche come il problema della donna fosse inscindibile dal problema dell'uomo e da ogni questione sociale.

La protesta femminile

Gli uomini - secondo la Jacobsen - avevano il dovere di non affrontare con deliberata e cosciente antipatia ogni movimento femminista e il dovere di compatire come delle vittime quelle donne che indossavano una camicia e una giacca di taglio maschile o scendevano numerose forsennate in piazza per ottenere il diritto di voto. Come gli uomini la donna ricercava la propria persona e la propria volontà la sensualità l'emotività e l'irritabilità caratteristica del suo sesso, la sua debolezza e suggestione al male, ogni cosa per disposizione naturale si opponeva in essa al conseguimento di un equilibrio interno e all'affermazione di una personalità libera, si opponeva in modo così forte che la donna quasi sempre rimaneva di fronte a sé stessa come ad un problema insolubile. Nel frattempo la vita sociale della donna acuiva il suo dramma interiore, destinato a sfociare, inevitabilmente, in manifestazioni esteriori di ribellione e di protesta.

Note:

83 - Sibilla Aleramo (pseud. di Rina Faccio) (Alessandria, 1876 - Roma, 1960) scrittrice che riflette con intenso lirismo nelle poesie e nei romanzi l'elemento autobiografico, dalle tormentate vicende amorose all'impegno sociale, poi delineatosi come attivismo politico.