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De Meis e Trezza : filosofia e letteratura

L'articolo del 16 settembre 1907 (252) riporta, invece, le parti relative a Camillo de Meis (253) e Gaetano Trezza (254) facenti parte dello studio crociano che sarebbe stato pubblicato sul fascicolo di settembre de "La Critica" e che tratta di alcuni scrittori italiani della seconda metà dell'800, i quali nei loro lavori filosofici avevano mostrato ben uniti insieme, qualità letterarie e atteggiamenti filosofici. La prima parte di questa indagine si riferisce a nomi quali Vito Fornari, Bertrando Spaventa, A. C. de Meis, G. Trezza, V. Giordano - Zocchi e Antonio Tari; la seconda parte, invece ?consacrata ad Antonio Labriola e a Giovanni Bovio. Nella prima parte dell'articolo del 16 settembre Croce si sofferma sulla figura di Camillo de Meis, medico e naturalista assai colto anche in filosofia e letteratura che, tra i seguaci dello Spaventa, poteva essere considerato quello che più di altri, aveva sviluppato una linea di pensiero autonoma e indipendente da quella del maestro.

Camillo de Meis

Dal punto di vista filosofico il De Meis non aveva scoperto nulla di nuovo e le sue applicazioni storico - naturalistiche erano state puro formalismo ma nei suoi libri egli aveva riproposto in infiniti modi le generiche verità dell'hegelismo. Il Croce si sofferma sul romanzo filosofico scritto dal Meis con il titolo di "Dopo la laurea" che i suoi amici avevano esaltato come un capolavoro ma che, fino ad allora, era stato completamente ignorato ed era diventato una rarità bibliografica di primo ordine; il libro, composto in forma epistolare, aveva anche un valore storico perché in esso venivano descritti e ricordati momenti della vita intellettuale italiana tra il 1840 e il 1870.

Gaetano Trezza

Nella seconda parte dell'articolo Croce ritrae la figura del veronese Gaetano Trezza che, subendo la stessa sorte del Meis, dopo aver avuto tra i suoi contemporanei molti ammiratori e lettori, era stato quasi dimenticato ; eppure egli non era stato solo un degno filosofo ma anche un esperto studioso di storia delle letteratura e di filologia. I suoi libri, commenta il Croce, tra cui "La critica moderna", "L' Epicuro", "Il Lucrezio", "Il San Paolo" presentavano tutti qualcosa di vivo, espressione dell'animo di un uomo che aveva vissuto un grande conflitto interiore ma che, purtroppo, si era limitato a ritrarre, delle sue condizioni affettive, solo i contorni generali senza arrivare a penetrare l'essenza del suo pensiero e riuscire a tradurlo in parole.

Note:
252 - Articolo del 16 settembre 1907 -Scrittori dimenticati - Camillo de Meis e Gaetano Trezza (prime 3 col.).) firmato B. Croce.
253 - Angelo Camillo de Meis (Chieti, 1817 - Bologna, 1891) scienziato e filosofo che insegn?storia della medicina all'università di Napoli. Si dedic? inoltre, allo studio della fisiologia e della patolo?gia umana ma con intenti più filosofici che sperimentali. Nel romanzo "Dopo la laurea", deline?il suo concetto di una superiore e filosofica interpretazione dei problemi scientifici. Polemizz? contro il darwinismo in "Darwin e la scienza moderna" e tentà una classificazione razionale delle specie viventi in "I tipi vegetali" e "I tipi animali".
254 - Gaetano Trezza (Verona, 1828 - Firenze, 1892) sacerdote, filosofo e letterato di idee liberali che, per questo motivo, venne perseguitato e incarcerato dal governo austriaco. Dopo essersi fatto laico nel 1860, insegn?letteratura latina nel regio istituto di studi superiori di Firenze e, nel suo magistero, si mostr?soprattutto un divulgatore eloquente del sistema darwiniano. Esaltà Lucrezio, proclamandolo fra i poeti antichi il più vicino al mondo moderno. Tra le opere : "confessioni di scettico" ; "Lucrezio" ; "Epicuro e l'Epicureismo" ; "La critica moderna" ; "Le religioni e la religione".