storia e giornalismo



De Amicis ed il dibattito sulla lingua

Quest'ultimo punto, in particolare, rende ancora più acceso il dibattito, già vivo, sulla questione della lingua, testimoniato dalle numerose lettere, di biasimo o di consenso, pervenute alla redazione de "Il Giornale d'Italia", tra cui viene scelta quella di F. d' Ovidio, pubblicata nell'articolo del 24 febbraio 1905 (222). D'Ovidio contraddice duramente l'affermazione di Corradini che aveva attribuito alla Facoltà di Lettere la maggior colpa e responsabilità riguardo al ristretto interesse, in quegli anni, per gli studi linguistici; tale affermazione, secondo lui, non coglieva in realtà il fatto sostanziale che proprio all'insegnamento filologico e storico messo in discussione, spettava il merito di avere elevato il livello della cultura e di avere reso fecondo e sapiente l'amore per gli studi della lingua.

L'idioma gentile di De Amicis e le critiche di Croce

Un giudizio fortemente negativo verso "L'idioma gentile" del De Amicis ? poi, quello avanzato da Benedetto Croce e pubblicato nell'articolo del 7 luglio 1905 (223) che considera l'opera come l'ultima manifestazione di un problema, la questione della lingua, che aveva occupato le menti degli uomini nel corso dei secoli ; egli critica in De Amicis, soprattutto, il suo concetto di voler studiare la lingua e l'idea che il parlare e lo scrivere correttamente, avessero per condizione fondamentale, il possesso del cosiddetto "... arsenale degli utensili linguistici ", come se si potesse considerare la lingua un "utensile".

De Amicis e lo studio della lingua

In risposta al pensiero del critico napoletano, così sommariamente riportato, Corradini pubblica il 16 luglio 1905 (224) un altro articolo sulla terza pagina de "Il Giornale d'Italia" in cui contesta l'affermazione del Croce che, a suo parere confondeva una teoria con un temperamento, ossia la teoria dello studio della lingua con il temperamento del De Amicis, in qualità di studioso della lingua. Inoltre, aggiunge il Corradini, non ?vero che la lingua non possa essere studiata, come sosteneva il Croce ma, al contrario, un'analisi attenta e dettagliata del patrimonio linguistico, permette di penetrare nell'esperienza sociale, culturale e spirituale della collettività di un paese, ereditata attraverso i tempi.

De Amicis e la questione linguistica

Insomma, al di l?delle diverse opinioni, appare evidente da questo vivo dibattito seguito in parte dalla terza pagina bergaminiana, il merito del volume del De Amicis di aver riportato l'attenzione sulla questione linguistica del primo '900, in una fase in cui, come sostenne lo stesso L. Strappini (225), tale questione avesse ormai assunto contorni ed esigenze sia scientifiche sia pratiche, sensibilmente distanti dalla polemica che diversi decenni prima aveva visto opporsi Manzoni e G. Ascoli.

Note:
222 - Articolo del 24 febbraio 1905 -"Per l'idioma gentile" - Una lettera di F. d'Ovidio (prime 2 col.) firmato F. d'Ovidio.
223 - Articolo del 7 luglio 1905 - "Errori di De Amicis nell"Idioma gentile" (prime 3 col.) firmato B.
Croce.
224 - Articolo del 16 luglio 1905 - Interessante polemica sull"Idioma gentile" di De amicis - Enrico
Corradini a Benedetto Croce
(prime 3 col.) firmato E. Corradini.
225 - Cfr, la voce biografica di L. Strappini, E. De Amicis, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. XXXIII, (Roma, 1963) pp. 232