storia e giornalismo



Due rubriche: Note Letterarie e la Rivista

La presenza di Croce e lo spazio riservato ai grandi nomi della letteratura italiana rappresentano solo un aspetto del vasto mondo culturale filtrato attraverso la terza pagina e proposto ai numerosi lettori de "Il Giornale d'Italia"; varie sono, infatti, le rubriche che si alternano, nel corso di questo decennio, fornendo alla pagina in questione, un carattere eterogeneo ed eclettico. Tra queste risaltano, in particolar modo, due rubriche legate a due grandi firme del mondo giornalistico del primo '900, il cui contributo al quotidiano di Bergamini, si esprime nei numerosi articoli che recano il loro nome : Domenico Oliva e Enrico Monnosi.

Critica drammatica e letteraria

Il primo (273) che, dal 1901 al 1913 assume la critica drammatica e letteraria de "Il Giornale d'Italia" collabora al giornale con numerosi articoli di diversa natura ma, soprattutto, con una rubrica dal titolo "Note Letterarie" che, con grande continuità nel periodo 1903-11, ?presente nella terza pagina, offrendo un quadro molto ampio delle proposte letterarie di recente o imminente pubblicazione e dando spazio all'opera di autori emergenti. Si tratta, insomma, di una finestra di grande attualità e di grande valore culturale che permette di seguire l'evoluzione della produzione prosastica e poetica italiana di inizio secolo e di penetrare, pertanto, il complesso delle tematiche in affermazione, strettamente correlate al clima intimistico e personale caratteristico dei nuovi movimenti del decadentismo e del crepuscolarismo.

La rubrica culturale nel giornalismo

La rubrica che, non ha una sua sistematicità e regolarità stabilita, occupa uno spazio vastissimo all'interno dell'impostazione culturale attribuita alla terza pagina e, per osservarla più da vicino, riproponiamo alcuni articoli, cominciando da quello del 23 novembre 1903 (274). La prima parte ?dedicata alla presentazione del volume d'arte "La cattedrale", magnifica edizione della Casa Baldini e Castoldi di Milano, dell'autore P. Chiesa e illustrato da G. Mentessi e G. Buffa ; questo lavoro è tutto incentrato sul valore storico della cattedrale, luogo di culto e di ritrovo spirituale che, sebbene di origini molto antiche, solo nel periodo comunale, con la rinascita delle città la formazione dei primi nuclei nazionali e di grandi empori mercantili, era divenuto il più vistoso fenomeno architettonico dell'Europa medioevale, come simbolo e massimo punto di riferimento della comunità P.Chiesa, attraverso trentasette sonetti, cerca di indagare il mistero del processo che aveva fatto della cattedrale, il polo sul quale si erano concentrati tutti gli sforzi di intere città e che aveva portato tale costruzione, a raggiungere, nell'età gotica, la massima estensione e universalità

Poesia e letteratura nel giornalismo

La seconda parte dell'articolo "Liriche umane", ?invece riservata al volume di versi di Giovanni Bertacchi (Milano, Libreria Editrice Nazionale, 1903), scrittore italiano che opera tra il XIX e il XX sec. e si occupa, oltre che di poesia, prevalentemente di Dante e Leopardi ; il poeta, scrive Oliva, ?una personalità semplice e malinconica e, le liriche che compongono questa raccolta, presentano un carattere fortemente descrittivo e, fra i paesi messi in risalto, prediligono quell'alta Montagna di cui il Segantini fu pittore e quel lago triste, tanto amato dal Foscolo e dal Manzoni.

Giacomo Leopardi e l'estetica

L'articolo si conclude con la parte "L'estetica del Leopardi", presentazione del volume "L'estetica nei pensieri di Giacomo Leopardi" (Torino, Bocca, 1904) di Romualdo Giani, che tenta di trarre dalle innumerevoli note sparse dello Zibaldone leopardiano, una rigorosa filosofia sistematica ; secondo il Giani, dominante, in questa raccolta di pensieri e riflessioni, ?la filosofia negativa dell'immortale filosofo, ossia la negazione radicale di tutti i simboli metafisici e la capacità di penetrare nelle arti del suo tempo, elevandosi oltre le potenzialità espressive e comunicative della letteratura e della musica.

Note:
273 - Domenico Oliva (Torino, 1860 - Sestri Ponente, 1917) giornalista e critico teatrale italiano che dopo aver pubblicato due raccolte di versi e fatto recitare un dramma (Robespierre), nel 1901 avviò la su collaborazione con il "Giornale d'Italia" durata fino al 1913, quando passò all'"Idea Nazionale ". Aperto alle innovazioni, improntà le sue cronache drammatiche a una serena e intelligente imparzialità I due volumi Il teatro in Italia nel 1909 (1911) e Note di uno spettatore (1911) raccolgono una scelta dei suoi articoli.
274 - Articolo del 23 novembre 1903 -Note Letterarie -"La cattedrale" - "Liriche umane" "L'estetica del Leopardi" (prime 2 col.) firmato Domenico Oliva.