storia e giornalismo



Il colonialismo

?possibile ripercorrere sommariamente alcuni avvenimenti di politica estera e dei rapporti che intercorrono con quella italiana, attraverso gli articoli della terza pagina, tra cui ricordiamo: l'articolo del 21 marzo 1903 (72) di L. Nocentini, insegnante di lingue e letterature dell'estremo oriente nell'Università di Roma; l'articolo del 24 novembre 1903 (73) in cui Salvatore Minocchi (74) affronta il tema dei coloni italiani all'estero e dello sfruttamento delle immense risorse della Siberia, che hanno nuovo impulso solo agli inizi del XX sec. con la costruzione della linea ferroviaria transiberiana; l'articolo del 20 gennaio 1905 (75), prospettive storiche di uno Stato in evoluzione ed affermazione; l'articolo del 13 febbraio 1908 (76) sulla situazione in Portogallo che vede Manuel II, salito al trono dopo l'assassinio di Carlo I e del principe ereditario Luigi Filippo, dar vita ad un governo di orientamento conservatore; l'articolo del 29 ottobre 1911 (77) sulla situazione in Cina dopo la rivolta xenofoba dei Boxers (1910), a cui segue la nascita di un forte movimento nazionalista, riformista, repubblicano condotto da Sun YatSen.

Colonialismo italiano

Tra questi, appena citati, soffermiamo l'attenzione, più da vicino, su quello del 21 marzo 1903, inviato alla redazione de "Il Giornale d'Italia" da L. Nocentini, reduce da un viaggio in Africa, articolo che riassume le conclusioni a cui egli ?arrivato sulla colonizzazione del Vecchio Mondo e sulla posizione dell'Italia nella questione coloniale. Dopo aver sommariamente descritto la situazione in Europa riguardo la colonizzazione, il Nocentini (78) si sofferma su ciù che hanno in comune i metodi coloniali europei. Se esistevano, in quegli anni, tra le colonie dei vari paesi - egli afferma - molte differenze, tuttavia esistevano anche molte uniformità l'europeo a qualsiasi nazionalità appartenesse, come pure l'americano, quando viveva in colonia si credeva superiore agli indigeni e faceva pesare su tutti questa sua convinzione.

I problemi della colonizzazione

Nell'amministrazione pubblica, nell'industria e nel commercio lasciava loro i più umili uffici e riservava a sé l'alta direzione, disdegnando ogni lavoro manuale; purtroppo a creare una posizione così privilegiata avevano contribuito gli stessi indigeni che non avevano saputo opporsi ai colonizzatori e, soprattutto, non avevano saputo trarre alcun beneficio dalle nuove condizioni economico - politiche. In ciù mostravano una straordinaria abilità i Cinesi del Mezzogiorno, i quali, come una macchia d'olio, allargavano il loro campo d'azione, dovunque si presentasse occasione di lavoro e di affari così che, a poco a poco, avevano invaso tutte le colonie asiatiche. Essi inoltre portavano con sé le loro abitudini e costituivano le loro associazioni e corporazioni; laboriosi e intelligenti generalmente sopraffacevano gli indigeni. Singapore - continua il Nocentini - appariva ormai nel primo '900, una città più cinese che malese tanto che, nelle vicinanze di Saigon, era sorta una città interamente cinese con oltre 100 mila abitanti, ricca per il commercio del riso e per molte manifatture.

La colonizzazione : materie prime

Riguardo agli scopi della colonizzazione il Nocentini afferma, che era stata ormai riconosciuta, dai suoi contemporanei, come verità inconfutabile che l'espansione coloniale, a cui erano maggiormente rivolte le mire dei maggiori uomini di stato, europei e americani, veniva imposta dal bisogno immediato di provvedere nuovi e sicuri spazi ai prodotti nazionali e la materia prima per alcune industrie. In questo dinamico movimento - continua il Nocentini - appariva doloroso il vedere l'apatia dell'Italia; anche se molti prodotti erano presenti sul mercato asiatico essi erano portati da mercanti non italiani e, comunque, sotto marca straniera. Vi erano fabbriche nell'Italia settentrionale che avevano impegnato tutta la loro produzione a case tedesche e inglesi che commerciavano con l'Asia orientale, inviando rappresentanti propri.

Il colonialismo inglese, americano e francese

Mentre la Spagna e il Portogallo erano un tempo alla testa del movimento coloniale asiatico e avevano, ormai, lasciato ad altri libero il campo; mentre l'Italia, nonostante le sue tradizioni e la posizione geografica privilegiata che avrebbe potuto garantirle il migliore successo, non si affrettava a prendere parte al movimento moderno; mentre la Francia, per quanto desiderosa di occupare il primo posto non si trovava efficacemente coadiuvata dai suoi stessi imprenditori si vedevano, invece, gli inglesi, i russi, i tedeschi e anche gli americani sopraffarsi a vicenda e allargare e accrescere i propri domini. Da questo ampio e articolato fenomeno l'Europa dava origine e sviluppava una nuova vita nelle terre lontane.

Note:
72 - Articolo del 21 marzo 1903 - L'Europa giovane nel Vecchio Mondo - La lotta coloniale e il compito dell'Italia (prime 3 col.) firmato L. Nocentini.
73 - Articolo del 24 novembre 1903 - Lettere siberiane - Un quadro degli operai italiani in Siberia (prime 2 col.) firmato Salvatore Minocchi.
74 - Salvatore Minocchi (Casentino, 1869 - Travale, 1943) esponente del "modernismo", semitista e storico delle religioni che, divenuto sacerdote su pressioni familiari, si dedic?fin da giovane alle scienze bibliche. Fond?e diresse fin dal 1901 un periodico di Studi religiosi, la cui nascita diede l'avvio al modernismo italiano; nel 1908, in seguito a una conferenza sulla Genesi, fu sospeso "a divinis" e da allora, lasciù ogni attività religiosa e l'abito ecclesiastico, dedicandosi a studi di storia delle religioni e insegnando all'università di Pavia. Ha lasciato numerosi e preziosi scritti, tra cui, purtroppo inedita, una sua interessante autobiografia.
75 - Articolo del 20 gennaio 1905 - L'America e l'avvenire - Conferenza di Ugo Ojetti (prime 2 col.) firmato Ugo Ojetti.
76 - Articolo del 13 febbraio 1908 -Lettere dal Portogallo - La triste alba del nuovo Regno (prime 2 col.) firmato G. de Frenzi
77 - Articolo del 29 ottobre 1911 -La repubblica nel celeste Impero - Il governo della Cina si affida al dittatore (prime 3 col) firmato Pietro Silvia Rovetta.
78 - Ludovico Nocentini (Firenze, 1849 - Roma, 1910) sinologo, professore di cinese all'Istituto o?rientale di Napoli, poi di lingue e letterature estremo - orientali all'università di Roma. Conobbe le lingue cinese, manciù coreana e giapponese. Lasciù interessanti pubblicazioni su questioni asiatiche.