storia e giornalismo



Napoleone e i "cento giorni"

L'articolo del 24 gennaio 1907 (52), invece, prende in esame il recente volume "Waterloo" del generale A. Pollio, in cui l'autore, oltre che scrittore si rivela psicologo profondo, e con documenti e precisione matematica, dimostra che Napoleone Bonaparte sia come organizzatore sia come uomo di guerra, non fu mai tanto grande come nella brevissima campagna del Belgio. Le strane condizioni in cui si trovò la Francia dopo la riassunzione al trono di Napoleone, sia all'interno sia in relazione alle potenze estere, sono descritte con vera perizia; tra i colossali problemi più urgenti da risolvere, vi era quello della riorganizzazione, o meglio, della "rifazionedell'esercito francese". Napoleone avrebbe voluto inaugurare il nuovo regno con la pace ma quasi tutta l'Europa coalizzata dichiarò guerra al risorto imperatore, il quale tenacemente si preparò a sostenere la formidabile lotta, la più grandiosa che la storia ricordi.

Napoleone contro Wellington e Blucher

Indubbiamente grande, secondo Pollio, risulta la figura di questo sovrano che nel periodo cosiddetto dei "Cento giorni" riuscì a ricostruire un esercito e a muovere offensivamente contro Wellington e Blucher, forti complessivamente di 220 mila uomini mentre egli non ne possedeva che 124 mila. La preparazione alla guerra fu condotta da Napoleone con la massima abilità e con la massima segretezza e, per l'ultima volta, gli riuscì abilmente di ingannare il nemico. Dopo aver descritto le fasi più importanti della battaglia, Pollio narra come quel meraviglioso esercito che tante gloriose imprese aveva compiuto e quella invidiabile grande armata, la sera del 18 giugno 1815, fu sbaragliata, messa in fuga e ridotta ad una folla ubriaca che gettava le armi per fuggire più veloce.

Considerazioni in "Waterloo" di Pollio su Napoleone

Nelle sue considerazioni il generale Pollio attesta che il genio di Napoleone brill?in quei giorni di luce vivissima; prima e durante la battaglia di Ligny, l'imperatore aveva una visione così chiara della situazione presente e dell'avvenire da lasciare perplesso qualsiasi studioso di cose militari ma sfortunatamente non ebbe dei luogotenenti all'altezza della situazione e fu lasciato in asse dalla fortuna, la quale favor?particolarmente gli alleati anglo-prussiani.

Note:
52 - Articolo del 24 gennaio 1907 - Waterloo (prime 2 col.) firmato G. Francesco Cav.