storia e giornalismo



La censura teatrale

La censura come controllo esercitato dall'autorità sui mezzi di diffusione del pensiero in tutte le sue manifestazioni, allo scopo di verificare, preventivamente o successivamente alla loro propagazione, la violazione di alcuni limiti, ?sempre esistita con accenti più o meno forti, a seconda del periodo storico o del paese in cui ha luogo. A tale riguardo, nel 1907, il "Tempo" di Milano pubblica un articolo inerente proprio alla questione della necessità di abolire, oppure no, la censura teatrale in virtù del fatto che, in nome dell'attuale libertà di stampa e di riunione, anche il teatro avrebbe dovuto godere di una maggiore autonomia.

La censura artistica e culturale

In riferimento a questo articolo Corradini ne pubblica uno, sulla terza pagina de "Il Giornale d'Italia", a distanza di pochi giorni, il 20 gennaio 1907 (286), in cui si sofferma sul carattere e sul valore della censura; egli ritiene che questa forma di controllo ha, generalmente, uno scopo politico e uno morale e, tralasciando il primo, ?evidente che per restringere o, comunque, limitare gli eccessi di immoralità il censore dovrebbe sopprimere gran parte delle manifestazioni artistiche e culturali.

La censura nel teatro

Inoltre, il giornalista ritiene che lo stesso concetto di immoralità si sia, in un certo senso, raffinato e che il buon gusto morale sia un prodotto delle classi più elevate e più colte; nel teatro antico, ad esempio, o in quello cinquecentesco, imperversava un'immoralità di pessimo gusto. Insomma, conclude l'articolo, la seria verità si trova, a volte, anche nello scherzo leggero e la censura teatrale non può rendere importanti servigi alla moralità senza andare contro alla natura stessa del teatro che deve essere, come ogni forma d'arte, il più possibile libera.

Note:
286 - Articolo del 20 gennaio 1907 - "La censura teatrale" (prime 2 col.) firmato E. Corradini.