storia e giornalismo



Galileo Galilei : il cannocchiale

Se l'ultramicroscopio permise di raggiungere soddisfacenti risultati nella sua applicazione in campo medico altrettanto importante si era rivelata, qualche secolo prima, l'invenzione del cannocchiale per la strada che aveva aperto nel vasto mondo dell'astronomia. Nell'articolo del 21 agosto 1909 Antonio Favaro ripercorre, a grandi linee, la storia di quell'invenzione, la cui idea originaria viene tradizionalmente attribuita a un occhialaio olandese che, da una combinazione di lenti provata a caso, aveva scoperto e ottenuto un singolare ravvicinamento degli oggetti lontani.

Galilei e l'invenzione del cannocchiale

Come e quando la notizia fosse giunta alle orecchie di Galilei ?possibile ricavarlo da alcune osservazioni che ci ha lasciato l'ultimo suo discepolo Vincenzo Viviani, in base alle quali all'inizio del XVII sec., il fisico toscano, venuto in possesso di un esemplare olandese, lo aveva ricostruito e vi aveva apportato perfezionamenti tali da ottenere fino a trenta ingrandimenti. Nell'articolo si racconta come Galilei avesse mostrato il primo prototipo di cannocchiale, ancora in fase di rifinitura, ai patrizi che erano saliti con lui sul campanile di S. Marco; la notizia non aveva tardato a diffondersi tanto che i più autorevoli patrizi avevano suggerito a Galilei di offrire la nuova invenzione in dono alla Repubblica, cosa che sarebbe avvenuta poco dopo sotto il doge Leonardo Damato.

Il cannocchiale di Galileo Galilei

L'invenzione aveva subito continue e rapide modifiche e Antonio Favaro ricorda come il cannocchiale, che ai fini politici di Venezia era sembrato uno strumento sicuro di potenza marittima e terrestre, era divenuto ben presto nelle mani di Galilei strumento di alte conquiste legate all'esplorazione del cielo; appartengono infatti ai primi anni del '600 la scoperta dei quattro satelliti di Giove, lo studio delle macchie lunari e delle macchie solari, la scoperta delle fasi di Venere i cui risultati vennero raccolti nel Nuncius Sidereus (1610) che, nonostante alcune critiche, valse al fisico toscano la considerazione di molti scienziati europei.