storia e giornalismo



Otto Von Bismarck : la caduta

Tra gli altri personaggi legati alla storia europea, rievocati attraverso la terza pagina de "Il Giornale d'Italia", emerge la figura di Otto Von Bismarck, cancelliere di Guglielmo II dal 1862 e principale responsabile dell'unificazione germanica sotto l'egemonia prussiana. Alcuni aspetti inte?ressanti riguardo la sua grande e influente attività di statista e diplomatico e alcuni lati della sua personalità poco conosciuti, emergono dall'articolo del 9 aprile 1908 (54) che prende spunto dall'usanza tedesca di celebrare, dei grandi scomparsi, l'anniversario della nascita anziché quello della morte. In relazione a questa consuetudine ogni primavera, la colossale statua bronzea di Bismarck, che si erge davanti a quel palazzo del Reichstag che fu uno dei suoi campi di battaglia più gloriosi, si incoronava di alloro e si inghirlandava di fiori. Nel 1908, anno in cui il Cabasino-Renda scrive l'articolo, la sua commemorazione aveva raggiunto maggiore solennità e varie pubblicazioni avevano onorato il primo cancelliere rivelando aspetti fino ad allora sconosciuti. Tra questi, di notevole interesse, risultava in quei giorni la notizia della collaborazione attiva del Bismarck ad un giornale fondato ai suoi tempi ma ormai scomparso nel 1909, il "Neue Preursiche" e della "Kreuzzeitung" in cui egli si era rivelato una delle penne più pungenti e più acute, oltre che un vero e proprio maestro dello stile e uno dei più classici scrittori di lingua tedesca.

Bismarck il cancelliere di ferro e scrittore

Costituito l'Impero, il lavoro a mano della cancelleria, lo aveva allontanato completamente dai giornali ma, dal '90 fino agli ultimi giorni della sua vita, egli si era valso del riposo forzato a cui lo aveva condannato Guglielmo II, per tornare alla sua antica passione e si era legato allora alle "Hamburger Nachrichten", con le quali la vicinanza di Amburgo, gli dava la possibilità di frequenti contatti. Molti articoli delle "Hamburger Nachrichten" sono rimasti famosi per l'eco che allora ebbero in tutto il mondo politico. Dopo le famose "Memorie" di Hohenloe, con le rivelazioni del terzo cancelliere sulla caduta di Bismarck, - scrive il Cabasino-Renda - quella pagina della storia tedesca era ormai nota a tutti ma in alcune pagine delle "Memorie di un noto diplomatico" pubblicate recentemente dal Berliner Tageblati, i celebri giorni del marzo 1890 in cui si svolse l'epica lotta tra Guglielmo II e il cancelliere di ferro, venivano riproposti, non con rivelazioni spettacolari ma con una nota dominante di profonda sincerità che li rendeva particolarmente attraenti.

Il ritiro di Bismarck

Da queste Memorie emerge, tra le altre notizie interessanti, che il ritiro del primo cancelliere dalla direzione dell'impero tedesco forse non fu così essenziale quanto si era sempre voluto far credere ; gli si erano voluti attribuire delle cause quasi ignobili quali la gelosia del giovane imperatore per l'immensa autorità e popolarità del gran cancelliere, che metteva così in secondo piano la sua figura oppure gli intrighi dell'allora famoso principe Eulenburg e di Botticher, per il quale infatti la famiglia Bismarck conserv?un rancore perenne. Queste rivelazioni ed altre, seppure fondate per alcuni aspetti, alteravano peròla realtà globale del paese e non permettevano di penetrare nei bisogni della Germania e potevano indurre a credere che essa non si sarebbe dovuta mai allontanare dalle direttive politiche di Ottone di Bismarck. Il cancelliere di ferro, chiuso nel suo antico ordine di idee, non volle accorgersi del cambiamento evidente dei tempi e dei nuovi bisogni del paese e verso due cose soprattutto egli si rivel?nemico, ossia verso l'espansione coloniale e verso la creazio?ne di una flotta. Queste, inoltre, aggiunge il Cabasino-Renda, apparivano delle verità che in Germania nessuno avrebbe osato scrivere per non correre il pericolo di essere linciato perché l'adorazione non ammette la discussione e, il ritiro di Bismarck appariva ancora il capo di accusa più grave contro Guglielmo II ; e non meno tenace di questo culto del cancelliere appariva il rancore della famiglia contro il Kaiser, ereditato dallo stesso Bismarck che volle incise sulla sua tomba parole che lo distaccassero nettamente dal terzo imperatore. La corona di alloro e di camelie bianche che Guglielmo II manda proprio in occasione della commemorazione del 1909 sulla tomba di Friedrichsruh, posa, pertanto, sull'iscrizione celebre, "Otto V. Bismarck ein trener Diener Kaiser Wilhelms I" ("Un servitore fedele di Guglielmo I").

54 - Articolo del 9 aprile 1908 - Rivelazioni sulla caduta di Bismarck - Un dualismo fatale e un ran-core perenne - Bismarck giornalista - L'apoteosi del colosso (prime 3 col.) firmato G. Cabasino-Renda