storia e giornalismo



Giovanni Bovio : idealismo hegeliano

La seconda parte dello studio crociano, inerente alla figura di Giovanni Bovio (255) e alla poesia della filosofia, viene invece pubblicata nell'articolo del 20 novembre 1907 (256) ; tale figura viene rivalutata e riproposta dal filosofo napoletano come superiore a tutti gli scrittori filosofici della seconda metà dell'800, per abbondanza di vena artistica, per splendore di immagini e per fermezza stilistica. Secondo Croce, Bovio rientrava nella corrente hegeliana per la sua compiuta opposizione al positivismo, per aver negato il concetto dell'inconoscibile spenceriano, per aver considerato il divenire e l'evoluzione come un processo metafisico dalla natura allo spirito e per a?ver posto le sue basi sulla storia, della quale aveva avuto un'idea altissima come emergeva dal suo saggio su Mazzini. Un altro elemento che distaccava il Bovio dal positivismo era la sua concezione dei doveri del filosofo verso la vita che venivano ad identificarsi con quelli di un educatore, di un politico o di un artista.

L'arte di Bovio e Giuseppe Giacosa secondo Croce

Giovanni Bovio viene ricordato anche come uno dei migliori epigrafisti, le cui opere erano state dei veri capolavori e i cui scritti apparivano il risultato di uno stilista di grande talento. Eppure nonostante le sue grandi qualità artistiche, egli era stato dimenticato dal mondo dell'arte e della letteratura italiana come se si fosse trattato di un semplice oratore da comizi o uno scrittore da propaganda politica. Se il giudizio di Croce verso Bovio appare di grande stima e considerazione non altrettanto può dirsi di quello verso G. Giacosa (257), come risulta dallo studio pubblicato su "La Critica" di cui vengono riportate alcune pagine molto significative sull'articolo del 17 gennaio 1908 (258) ; l'occhio critico di Croce si sofferma sulle qualità di uomo e di scrittore ma ?piuttosto severo quando scende ad approfondire le capacità espressive e stilistiche che gli appaiono prive di quella sensibilità e quelle attitudini che appartengono solo ai grandi artisti.

Saggi crociani su filosofia, letteratura e cultura

La grande opera ricostruttiva condotta da Croce non ?costituita solo da un insieme di saggi sui grandi protagonisti della filosofia e della letteratura passata e contemporanea ma investe anche il panorama culturale nella sua globalità scandagliato attraverso riflessioni e considerazioni sull'alternarsi dei vari momenti storici. L'articolo del 20 maggio 1908 (259) rappresenta, infatti, una sintesi dello studio crociano che sarebbe stato pubblicato sul numero di maggio de "La Critica", riguardo alle condizioni della cultura intellettuale contemporanea degli italiani; dopo un rapido excursus sullo stato attuale Croce individua nelle relazioni tra filosofia, scienze naturali e religione, nella tradizione filosofico-storica e nell'esistenza di alcune virtà fondamentali, le tre condiù zioni e le premesse necessarie per un risveglio filosofico e artistico.

Note:
255 - Giovanni Bovio (Trani, 1841 - Napoli, 1903) filosofo e politico, docente di filosofia del diritto a Napoli (1872), deputato della sinistra dal 1876 e tra i redattori del programma del partito repub?blicano (1897).
256 - Articolo del 20 novembre 1907 - Bovio (prime 3 col.) firmato B. Croce.
257 - Giuseppe Giacosa (Colleretto Parella, 1847 - ivi, 1906) scrittore e commediografo tra i maggiori del secondo ottocento. Abbandonata la carriera forense, si dedic?alla letteratura e in modo particolare al teatro, per il quale compose numerose commedie
sia di argomento storico, sia di ambien?te borghese, ottenendo un largo successo popolare. In collaborazione con L. Illirica, Giacosa scrisse anche i libretti delle opere pucciniane : "La Boheme" (1896) ; "Tosca" (1899) ; "Madama Butterfly" (1903).
258 - Articolo del 17 gennaio 1908 - Giuseppe Giacosa giudicato da Benedetto Croce (prime3 col.) firmato B.Croce.
259 - Articolo del 20 maggio 1908 - Cultura e risveglio del pensiero italiano (prime 3 col.) firmato B.Croce.