storia e giornalismo



Viaggi, avventurieri e viaggiatori

Piuttosto singolare, in riferimento al tema dei viaggi, invece l'articolo del 22 ottobre 1911 (306) in cui E. Checchi recensisce, con grande affetto tra l'altro, l'ultimo volume di A. D'Ancona, (altro assiduo collaboratore della terza pagina de "Il Giornale d'Italia") dal titolo "Viaggi e avventurieri" (G.C. Sansoni editore, Firenze 1911). Il giornalista riferisce di essere rimasto particolarmente colpito, dopo un'attenta e scrupolosa lettura dell'opera, dalla magistrale monografia su G. Casanova e le sue memorie, trattata dal D'Ancona; tali Memorie avevano avuto una straordinaria fortuna tanto che ancora, nel 1911, alla distanza di più di un secolo dalla morte del noto avventuriero, letterari e bibliofili si affannavano nella ricerca del testo originale non solo per dimostrarne l'autenticità ma per provare che le vicende raccontate dall'autore erano veramente accadute e, soprattutto erano accadute in quel modo.

I viaggiatori e gli avventurieri : il tema dei viaggi

Nel volume "Viaggiatori e avventurieri" il D'ancona si soffermava, pertanto, in particolar modo sulle Memorie del Casanova, per contrastare l' accusa, avanzata da molti, che esse rappresentassero un "tessuto di fandonie autobiografiche" quando in realtà esse riproducevano un vivace affresco della società settecentesca pre-rivoluzionaria e avevano contribuito a rendere noti interessanti aspetti di quegli anni. Altrettanto ricche di pregi e attrattive - scrive E. Checchi - oltre che accompagnate da uno studio diligente e acuto, apparivano le altre monografie che corredavano il volume e riassumevano i diari di viaggiatori ufficialmente incaricati dai loro governi di qualche missione diplomatica o raccontavano le peregrinazioni attraverso l'Europa di diversi avventurieri. Tutte le monografie venivano, inoltre, ampiamente illustrate da commenti e osservazioni critiche, da aneddoti e risposte argute che arricchivano così il racconto, piuttosto dettagliato e minuzioso, dei vari viaggiatori e dei numerosi luoghi descritti e testimoniavano il grande lavoro di ricerca e di analisi compiuto dall'autore. L'articolo di E. Checchi sul volume del D'Ancona sembra, davvero, sintetizzare il vasto tema dei viaggi, trattato sulla terza pagina de "Il Giornale d'Italia" e di cui si occupa prevalentemente la collaboratrice redazionale Amy A. Bernardy.

Avventurieri e viaggiatori

Questo tema, insieme a quello del teatro e dell'arte, contribuisce ad attribuire alla pagina culturale, una fisionomia particolarmente ricca ed eterogenea, oltre che di grande attualità essa sintetizza e riflette lo studio attento della vita e delle strutture della società attorno a cui ruota la cultura del primo '900 e, l'osservazione attenta delle varie manifestazioni artistiche, allarga continuamente la visione del mondo artistico, fornendo dati di una realtà in rapido movimento e rivolgendosi al vasto pubblico, fruitore diretto di questo messaggio, attraverso un linguaggio semplice e lineare, di facile mediazione. I vari collaboratori che si susseguono nel corso di questo decennio, titolari di rubriche che spaziano dall'attualità drammatica delle scenografie teatrali a quella sulle mostre d'arte, dalle schede critiche ai resoconti dei viaggi in paesi lontani, trovano nella terza pagina de "Il Giornale d'Italia" la loro migliore collocazione, per fornire un approfondita indagine di costume o una corrispondenza da un paese straniero.