storia e giornalismo



L'arte del primo novecento nel giornalismo

L'arte del primo decennio del XX sec. risente profondamente del processo di trasformazione che investe l'intera società l'affermazione delle teorie idealistiche, tra cui quella di B. Croce appare la più rigorosa e la più decisa, rivendica all'arte la sua attività conoscitiva in relazione alla sua capacità di espressione, collocando in secondo piano, il momento della comunicazione, ossia della produzione di opere d'arte. Contemporaneamente, la concezione dell'arte come bellezza ed educatrice alla bellezza imposta dalle nuove teorie estetiche, si inserisce nell'ambito di un'ampia polemica contro il mondo moderno e il suo utilitarismo; autori come Richard Wagner e Friedrich Nietzsche, richiamandosi alla filosofia di Schopenhauer, avevano considerato l'arte come emancipazione dalla volontà e avevano aperto la strada ad un indirizzo particolarmente rivoluzionario che sarebbe stato adottato in Italia, ad esempio, da Gabriele d'Annunzio, con più o meno evidenti implicazioni politicamente reazionarie. Questi aspetti emergono attraverso i numerosi articoli proposti dalla terza pagina de "Il Giornale d'Italia" a testimonianza della grande attenzione posta dal quotidiano alle più diverse manifestazioni artistiche del periodo 1901-11.

Articoli sull'arte nel Giornale d'Italia

Nell'articolo del 28 dicembre 1902 (289) il giornalista, che si firma con il nome di Tibi, riferisce del suo incontro con lo scultore Eberlein (290), avvenuto in una delle sue abitazioni nella città berlinese dove tra l'altro, lo stesso, possedeva ben tre o quattro studi d'arte. L'intervista si sviluppa attorno al tema centrale della realizzazione, per opera dello scultore, del monumento a Goethe destinato ala città di Roma e di cui tanto si parlava in quei giorni; lo scultore che, per desiderio dello stesso Guglielmo II avrebbe adornato la nostra capitale del monumento in onore del grande scrittore tedesco, aveva confessato di essere un amico di lunga data dell'Italia e di Roma, dove si recava ben due volte all'anno. Il monumento, secondo le rivelazioni dell'Eberlein sarebbe stato realizzato in marmo di Carrara e avrebbe raggiunto l'altezza di sette metri e, il poeta sarebbe stato rappresentato in piedi, nel fiore della gioventà e della bellezza. Particolarmente bella, scrive il giornalista, gli era apparsa la testa della scultura, già realizzata, esprimente entusiasmo e sicurezza nello sguardo; il basamento si componeva di un capitello corinzio, poggiato su antichi frammenti destinati a rappresentare l'influenza delle antichità classiche nell'opera di Goethe e intorno si disponevano due bei gruppi raffiguranti Ifigenia ed Oreste personificanti il Dramma, Mignon e l'Arpista, la Lirica, Faust e Mefistofele, la filosofia.

Interviste ad artisti nella terza pagina

L'intervista si sposta poi sulle opere che sarebbero state presentate a Roma, in una vera e propria esposizione, per l'inaugurazione del monumento a Goethe, riguardo alle quali lo scultore non aveva ancora operato una scelta definitiva, anche se aveva mostrato la sua intenzione di raccogliere lavori del suo passato artistico ma di proporre anche nuove opere, ancora sconosciute. Mentre il giornalista stava per congedarsi, l'Eberlein, conosciuto e apprezzato anche come poeta, aveva voluto mostrargli, come prova dell'ammirazione ispiratagli dall'Italia e da Roma, una poesia ancora inedita da lui composta alcuni mesi prima sul metro delle "Elegie Romane", durante l'ultimo suo soggiorno nella capitale. L'articolo pubblicato sulla terza pagina si chiude proprio con la pubblicazione di questa poesia offerta, come una primizia, già tradotta ai lettori.

Note:
289 - Articolo del 28 dicembre 1902 -Il monumento a Goethe in Roma - Conversazione con lo scultore Eberlein. (prime 2 col.) firmato Tibi.
290 - Gustav Eberlein (Spickershausen [Hannover], 1847 - Berlino, 1926) scultore tedesco che, dopo aver iniziato la sua attività come orafo, si dedic?alla scultura divenendo membro dell'Accademia di Berlino nel 1887. Oltre alla serie di monumenti in onore di Guglielmo I, tra i suoi lavori ricordiamo : La flautista greca; Psiche; Adamo ed Eva; Ascensione di Cristo; Il monumento a Goethe in Roma.