storia e giornalismo



L' Action Francaise, Maurras e il duca d'Orleans

Nell'articolo del 16 febbraio 1911 il Sorel si sofferma invece, sul conflitto, vivo in quegli ultimi giorni, tra il duca d'Orleans e gli ardenti propagandisti raccolti attorno all' "Action Francaise" (105) che aveva mandato in visibilio tutti quei letterati, per i quali, la politica non era che una serie di avventure da racconti comici. I deputati, al contrario, mostravano una grande indifferenza per tale dissenso, come se le idee dello scrittore Maurras non avessero, per loro, alcun valore. Il conflitto tra il duca d'Orleans e difensori della monarchia, rappresentava - per Sorel - uno dei più caratteristici episodi della storia intellettuale francese e, i successi e gli scacchi di Charles Maurras erano tra gli elementi più importanti per apprezzare l'influenza dell'intelligenza sulla politica. L'autorità della stampa era diminuita notevolmente dal giorno in cui i giornali non erano più serviti, se non come paraventi a certe importanti imprese industriali; il partito monarchico era capace, per amor proprio, di sostenere un giornale che con il talento dei propri redattori fosse in grado di onorare la causa che difendeva.

Maurras ed il partito orleanista in Francia

Carlo Maurras godeva nel mondo delle lettere, di una fama così grande da poter indurre, per il prestigio del suo nome, certi uomini di nessun valore a collaborare ad un giornale, senza tener conto della maggiore o minore entità del compenso. Il partito orleanista, d'altra parte, aveva una così scarsa influenza nel Parlamento, che un giornale monarchico poteva benissimo trattare le più svariate questioni, senza sacrificare le idee alla tattica dei politicanti. Una simile indipendenza - sottolinea il Sorel - non poteva, certo, riscontrarsi presso certi giornali legati a partiti che si contendevano il potere. La gioventà universitaria aveva avuto sempre una grande influenza nella storia della Francia ma le condizioni del primo '900 si presentavano ben diverse da quelle di sessanta anni prima; il numero degli studenti era enormemente accresciuto e, gran parte di essi, erano stranieri che non si interessavano affatto alle questioni di politica interna e sociale del paese. L' "Action Francaise" avendo voluto, per richiamare l'attenzione del popolo sulle deficienze dell'insegnamento ufficiale, riprendere la tradizione dell'antica gioventà universitaria, era stata costretta a fare appello a persone estranee alla facoltà e l'intervento dei "Camelots du Roi" doveva provocare conseguenze gravissime. Le imprese dei Camelots du Roi sembravano dimostrare la possibilità di una partecipazione di tutte le classi della società francese ad una restaurazione monarchica; molti intellettuali non osavano affermare che le idee monarchiche potevano ben conciliarsi con le grandi aspirazioni della classe operaia.

L' Action Francaise: la destra francese ed il duca d'Orleans

Queste ragioni erano sufficienti per spiegare - secondo il Sorel - la simpatia dimostrata spesso dall' "Action Francaise" per il sindacalismo, simpatia che talvolta scandalizzava gli stessi rappresentanti della tradizione. Vittorio Meric affermava che i monarchici dell' "Action Francaise" si appoggiavano ai sindacati e promettevano loro maggior giustizia e libertà ; la loro propaganda poteva risultare utile date le loro teorie sindacaliste e sociali. Queste idee di Vittorio Meric giustificavano, ampiamente, la diffidenza ispirata dall' "Action Francaise" ai conservatori; egli inoltre ben vedeva, quando giudicava il conflitto contemporaneo, provocato dal timore dei conservatori nel vedere gli amici dell' "Action Francaise", preconizzare dottrine sociali così ardite. All' "Action Francaise stava enormemente a cuore il successo dell'agitazione che quotidianamente alimentava e avrebbe voluto riunire tutte le energie dalla propaganda di Edoardo Drumont (106). Il duca d'Orleans che sperava di regnare a lungo, non poteva incoraggiare una politica che avrebbe potuto togliere ogni efficacia all'opera del futuro re; Sorel conclude l'articolo con la sua convinzione che l'antisemitismo avrebbe impedito all'"Action Francaise" di condurre a termine l'opera educativa che Carlo Maurras sarebbe stato capace di compiere in Francia; questa del resto era, per lui, un'ulteriore testimonianza dei gravissimi inconvenienti che presentava il confondersi di un'impresa intellettuale con una propaganda che badava solo alle contingenze.

Note:
105 - L'Action Francaise, rivista francese fondata da H. Vaugeois nel 1899, espressione della destra antiparlamentare. Il nome passò nel 1908 a un quotidiano parigino fondato da C. Maurras e L. Daudet, che fu tra le due guerre, espressione dell'omonimo movimento della destra nazionalista e monarchica. Fu soppresso nel 1944.